Vittorio Veneto Ebraica

Dal 2015 il Circolo per la conservazione di Vittorio Veneto Ebraica è attivo nell’organizzazione di eventi culturali: concerti, manifestazioni, presentazioni, visite ai luoghi ebraici di Vittorio Veneto. L’associazione opera nell’ambito della città, con l’obiettivo di far conoscere alla popolazione di tutta l’area un patrimonio importante della propria storia e con l’intento di trovare le modalità per far restaurare gli edifici e i luoghi ebraici di Vittorio Veneto.

L’ex ghetto di Ceneda, il magazzino dei cereali e il cimiterio ebraico

L’edificio più importante dell’ex ghetto di Ceneda, ora Vittorio Veneto, è quello dei magazzini dei cereali: non è visitabile poichè è in precarie condizioni e a rischio di definitivo crollo. Sulla facciata del porticato dei magazzini è murata una lapide, la quale riporta, in lettere ebraiche e latine, un versetto della Bibbia: “Tu sei veramente il mio Re e il mio Signore, che ci doni ogni salvezza. Tu hai salvato e dato vigore a Giacobbe”; sotto, un’altra piccola lapide riporta la data 1771 e il monogramma del proprietario GC (Giacobbe Conegliano). Degli altri luoghi ebraici visitabili, il cimitero ebraico è il meglio conservato, con parecchie lapidi intatte e leggibili, altre da restaurare. Altre case private abitate da famiglie ebraiche nei secoli scorsi, non sono visitabili. In uno di questi edifici, ora adibito ad abitazione privata, si trovava la sinagoga, i cui arredi sono stati portati ed esposti al Museo di Israele di Gerusalemme nel 1965.

Il progetto di restauro vedrebbe l’edificio del magazzino dell’ex ghetto come il luogo intitolato al compositore ebreo Alberto Gentili, nato a Vittorio Veneto e famoso soprattutto per il ritrovamento di parecchi manoscritti di Vivaldi e di Stradella e per la rielaborazione di composizione di Monteverdi, oltre ad essere lui stesso compositore e primo titolare in Italia della cattedra di Storia della Musica, all’Università di Torino.

L’edificio dovrebbe ospitare una sezione per la ricerca e la catalogazione delle sue opere, oltre a quelle dei compositori ebrei italiani a lui contemporanei e perseguitati durante la Shoah.

Nell’edificio si potrebbe ospitare un museo dedicato al progetto “Così fan tutti”, un itinerario tra musica, arte e vino sulle tracce di Lorenzo Da Ponte, nato nel ghetto di Ceneda come Emanuele Coneian e in seguito convertitosi con il nome dell’arcivescovo che lo battezzò.
Una sezione verrebbe dedicata alla ricostruzione virtuale della Sinagoga, che si trova ora nel Museo di Israele, a Gerusalemme.

Per maggiori informazioni visita
www.ghettovittorioveneto.it