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SUMMARY:TEREZIN 17/10 #Terezin #Milanoèmemoria
DESCRIPTION:Vedi video del concerto \nVedi articolo su Mosaico \nLa rivolta dell’animo – testo di Fabrizio Parrini\, musiche elaborate da Sergio Scappini\n \nENTRATA LIBERA con prenotazione all’indirizzo permilano@consmilano.it \nGideon Klein – Trio per archi\nFrederich Chopin – Preludio op. 28 n.6\nBedric Smetana – da “La Moldava”\nRepertorio klezmer\nSergio Scappini – Maybe\, Cry\, Isn’t \nConcerto dedicato alla memoria dei numerosi artisti di Terezin\, nel giorno del loro trasporto ad Auschwitz e del loro assassinio \nBeniamino Borciani\, voce \nAlle fisarmoniche:\nPaolo Camporesi\nKatsiaryna Haidukova\nElena Chiaramello\nDaniele Genovese \nPrenotazioni all’indirizzo permilano@consmilano.it \nOrganizzato da Lydia Cevidalli e Nicoletta Mainardi per il Conservatorio di Milano\, nell’ambito degli eventi per il Giorno della Memoria del Conservatorio G. Verdi di Milano e Milano è Memoria del Comune di Milano \nLa musica può esistere anche in assenza di umanità? Gideon Klein – pianista e compositore ceco\, internato in un campo di concentramento e poi ucciso dai nazisti a 25 anni appena compiuti – provò a dare una risposta a questa domanda. \nIn assenza di tutto ciò che rende le persone umane\, Gideon Klein riuscì a vincere l’orrore dei suoi tempi portando la musica all’interno del campo di concentramento di Theresienstadt\, in cui era internato. Per anni\, all’interno del campo\, svolse un’importante attività di educatore e organizzatore culturale\, per questo il suo esempio di resilienza sarà il baluardo di questa serata. La sua voce – personificata dallo scritto di Fabrizio Parrini – ci porterà per mano attraverso le sue musiche\, eseguite dal quartetto di fisarmoniche dirette dal M° Sergio Scappini\, con la collaborazione del M° Michele Bracciali. Il quartetto farà\, quindi\, ciò che ha fatto la valigia nella quale erano contenute tutte le sue composizioni\, salvate da Irma Semtzk\, sua fidanzata\, sopravvissuta al campo di Theresienstadt: custodirà una memoria costruita senza la speranza\, distribuendola con reverenziale cautela\, come si fa con qualcosa di prezioso. \nAnche Theresienstadt ha svolto un’azione molto simile: è stato\, infatti\, un campo di concentramento nazista nato da una fortezza che l’esercito austriaco aveva costruito alla fine del 1700. Il sito era stato scelto perché circondato da alte mura\, con un articolato sistema di difesa. Queste fortificazioni hanno permesso ai nazisti di trasformarlo facilmente in un campo di concentramento: le mura di Terezín (in lingua ceca) erano state costruite perché nessuno entrasse\, i nazisti le sfruttarono affinchè nessuno potesse sfuggirne. \nCosì nacque Theresienstadt\, il luogo del grande inganno nazista\, in cui giornali e governi avevano la possibilità di trovare le finte prove di un sistema giusto nei confronti degli internati e in cui i prigionieri potevano ritrovare la finta speranza di una vita normale. All’inizio del 1944\, i nazisti costrinsero gli internati a sistemare e pulire le strade interne\, i dormitori e i luoghi in comune. I prigionieri furono nutriti più del solito e vennero loro concesse alcune libertà altrove impensabili: potevano fare musica\, scrivere pièce teatrali e\, addirittura\, giocare a pallone. \nNelle valigie dei deportati c’erano\, però\, spesso\, anche strumenti musicali: clarinetti\, violini\, sassofoni\, e perfino qualche strumento più grande. I nazisti sfruttarono anche questo fatto\, organizzando concerti e spettacoli per adulti e bambini – celebre lo spettacolo intitolato Brundibar\, con musiche di Hans Krása\, un’opera del 1938\, rappresentata più volte a Theresienstadt. \nTutto ciò aveva il reale intento di creare materiale cine-fotografico che mostrasse persone apparentemente felici e sane. Invece\, poche settimane dopo la fine delle riprese\, tutti i prigionieri protagonisti di questi materiali furono deportati ad Auschwitz\, il campo di sterminio da cui quasi nessuno riusciva a tornare. \nCosì\, come il bambino con la fisarmonica presente nel testo su Klein\, le quattro fisarmoniche del concerto faranno ripercorrere al pubblico la triste storia di Terezín\, il campo di concentramento che diventò un insolito punto di incontro per artisti di diversa estrazione. Per questo\, non solo si viaggerà attraverso le note dell’ultima composizione di Gideon Klein – un Trio per archi completato alla fine di settembre 1944 – ma si incroceranno anche le musiche di Chopin (precisamente il Preludio in si minore op.28 n°6)\, la Moldava di Smetana e le musiche klezmer (cioè le musiche che accompagnavano i matrimoni delle comunità ebraiche)\, nell’arrangiamento del M° Sergio Scappini. \nLe musiche si comporteranno come la storia di queste persone: si ripeteranno e si incroceranno\, faranno perdere il filo di ciò che è stato e di ciò che sarà. La voce narrante permetterà di entrare in contatto con i bambini di quel campo\, ingannati\, nella loro ingenuità e innocenza\, dalla finta prospettiva di un futuro solido e sicuro\, futuro dentro il quale\, però\, hanno finito invece per spegnersi. \n  \nMaria Vincenza Cabizza
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SUMMARY:Desiderio di musica/desiderio di vita - Terezin 17.10\, VI edizione 2020
DESCRIPTION:Presentazioni\, concerti e conversazioni in diretta streaming sulla pagina-evento Facebook Terezin 17/10 \nConservatorio di Musica G. Verdi di Milano Concerto e Live streaming dalla Sala Puccini del Conservatorio di Milano\nSabato 17 ottobre ore 19.00\, nell’ambito del progetto TEREZIN 17/10 – VI edizione 2020\n \nIl concerto al Conservatorio di Milano – ore 19.00 di sabato 17 ottobre \nIngresso al concerto in Sala Puccini libero\, previa prenotazione in sede il giorno stesso del concerto a partire dalle ore 17.00\,\nfino ad esaurimento dei posti disponibili.\nIl concerto sarà altresì trasmesso in diretta streaming sulla pagina-evento https://www.facebook.com/events/2106292782828388/\ndalla quale sarà possibile seguire anche tutti gli altri appuntamenti programmati per il 17 ottobre.\nReferenti del progetto 17/10 per il Conservatorio di Milano sono Lydia Cevidalli e Nicoletta Mainardi\, referenti per le manifestazioni organizzate annualmente per la celebrazione del Giorno della Memoria. \nIntervento introduttivo di Cristina Frosini\nDirettore del Conservatorio di Musica G. Verdi di Milano\nIntroduzione ai brani in programma di Filippo Avesani\nLEONE SINIGAGLIA (1868-1944)\nDa: Vecchie canzoni popolari del Piemonte per voce e pianoforte\nIl grillo e la formica\nVerdolin\, verdolinetto\nL’aria del Molino\nI falciatori\nElsa Biscari mezzosoprano\nDenis Malakhov pianoforte\nLEONE SINIGAGLIA\nZwei Charakterstücke:\nRegenlied\nÉtude-Caprice\nDavide Scalese Civati violino\nNiccolò Perego violino\nMatilde Simionato viola\nAlessandro Sannazzaro violoncello\nMARIO CASTELNUOVO-TEDESCO (1895-1968)\nDa Divan of Moshè Ibn-Ezra per soprano e chitarra:\nWhen the morning of life had passed\nThe dove that nests in the tree-top\nWrung with anguish\nEpilogue – Wouldst thou look upon me in my grave?\nNicoletta Zappa soprano\nDavide De Pedro chitarra\nLEONE SINIGAGLIA\nDa Vecchie canzoni popolari del Piemonte per due voci e quartetto d’archi:\nLa pastora fedele\nIl cacciatore del bosco\nNicoletta Zappa soprano\nElsa Biscari mezzosoprano\nDavide Scalese Civati violino\nNiccolò Perego violino\nMatilde Simionato viola\nAlessandro Sannazzaro violoncello \n  \nPer il primo anno\, il Conservatorio di Musica G. Verdi di Milano\, già sede delle celebrazioni\nper il Giorno della Memoria\, prende parte al Progetto TEREZIN 17/10: ancora i temi della\nmemoria certamente\, ma declinati in senso più strettamente artistico.\nCon TEREZIN 17/10 si intende\, infatti\, fare memoria dell’azione\, scellerata\, di cancellazione\ndell’arte\, perpetrata dalla follia nazista\, che dell’arte di serve per scopi propagandistici\, ma\nl’arte cancella al suo primo tentativo di farsi espressione di idealità o libertà.\nIl Conservatorio di Milano è l’ultimo partner\, in termini di tempo\, del progetto TEREZIN\n17/10\, che dal 2015 coinvolge diverse istituzioni dell’arte e della cultura\, ma non solo.\nIn questo 2020\, insieme al Conservatorio di Milano\, danno vita al progetto: la Casa della\nMusica di Como e A due voci\, nel ruolo di coordinatori del progetto stesso in collaborazione\ncon l’Associazione Figli della Shoah\, i Conservatori di Adria\, Bologna e Cesena\, il Festival\n“Viktor Ullmann” di Trieste\, gli Amici della Musica di Ancona\, oltre al Museo Ebraico e alla\nComunità Ebraica di Bologna\, all’ANPI e all’Associazione Nazionale Ex Deportati nei Campi\nNazisti.\nLa partecipazione delle istituzioni artistico-musicali\, di cui all’elenco sopra riportato\, si\nconcretizza nell’organizzazione di una serie di eventi musicali\ndiversi nella giornata di sabato 17 e di domenica 18 ottobre. \nIldella progetto TEREZIN 17/10\nDell’intero progetto\, in cui si innesta il concerto milanese\, scrive Guido Barbieri\, insieme a\nBruno Dal Bon ideatore di TEREZIN 17/10 fin dalla prima edizione: «Il progetto TEREZIN\n17/10 prende il nome da un luogo\, il ghetto nazista di Terezín (Theresienstadt in tedesco)\,\ndove furono imprigionati dal 1941 al 1944 migliaia di musicisti\, artisti\, poeti\, letterati. La\ncittadella fortificata\, costruita presso Praga da Giuseppe II tra il 1780 e il 1790 e così\nchiamata in onore dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria\, fu trasformata nel 1941 in una\nfabbrica d’arte che lavorava giorno e notte\, come in nessun’altra città europea: centinaia di\nconcerti\, decine di opere liriche\, spettacoli teatrali e di cabaret\, mostre d’arte\, film\, riviste\,\nconferenze\, lezioni. Una produzione culturale ricca\, originale\, innovativa frutto delle\nmigliaia di artisti boemi\, moravi\, moldavi\, austriaci che la macchina nazista aveva\nconcentrato in un unico luogo.\nFurono internate nel ghetto personalità della vita musicale come Gideon Klein\, Viktor\nUllmann\, Pavel Haas o ancora Hans Krása\, cioè gli autori della cosiddetta Entartete Musik – in\ntedesco “musica degenerata” – proprio quella che fu bandita durante gli anni del nazismo.\nQui venne addirittura girato un film-documentario dal titolo Der Führer schenkt den Juden\neine Stadt (Il Führer dona una città agli ebrei)\, di evidente funzione propagandistica. Proprio\ngrazie a questo documentario possiamo avere testimonianza di molte composizioni di artisti\ninternati; tra tutte\, l’esecuzione dello Studio per orchestra d’archi di Pavel Haas\, breve\ncomposizione\, intensa\, in stile contrappuntistico\, che compare in una delle scene cruciali del\nfilm.\nCon questo progetto non intendiamo piegare i suoni e le storie di Terezin alle ragioni di\nuna mera celebrazione\, né chiudere noi stessi nel recinto spento della memoria. L’unico\nantidoto per uscire dai nuovi ghetti del presente è al contrario quello di ritornare a\ndialogare con questi artisti del passato. Ed è per questo che TEREZIN 17/10 vuole dedicare\nla settimana del 17 ottobre di ogni anno alla memoria degli artisti di Terezin trucidati a\nBirkenau.\nTEREZIN 17/10 è stato sviluppato negli anni e coordinato da Bruno Dal Bon\, tramite\nl’Associazione Casa della musica di Como nell’ambito dell’attività di A due voci – Dialoghi di\nmusica e filosofia\, in collaborazione con l’Associazione Figli della Shoah di Milano\npresieduta dalla senatrice Liliana Segre.\nGiunto al sesto anno\, il progetto ha ormai assunto una dimensione nazionale\, coinvolgendo\nnelle edizioni passate le città di Como\, Milano\, Roma\, Bologna\, Novara\, Trieste\, Gorizia\,\nAdria\, Ancona\, Pesaro e Benevento.\nQuest’anno\, vista l’eccezionalità del periodo che stiamo vivendo\, abbiamo rinunciato a\nprogrammare tutti i concerti dal vivo\, ma non a continuare a testimoniare: grazie a un\naccordo già raggiunto con i Conservatori di Milano\, Adria\, Bologna\, Cesena\, e aperto a nuove\nrealtà\, tutti gli appuntamenti\, ora dal vivo ora registrati\, saranno disponibili in streaming\nalla pagina-evento facebook https://www.facebook.com/events/2106292782828388/».
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