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SUMMARY:Musica e Popolo Ebraico\, secondo corso - anno accademico 2023-2024
DESCRIPTION:Il Laboratorio di musica tradizionale e popolare per l’anno 2023 si articolerà in\nquattro incontri online\, secondo il seguente calendario: \nGiovedì   9 novembre – ore 15\,45-17\,15\nIsraele dopo il 1948\, intreccio di poesia e musica\n \nGiovedì 16 novembre – ore 15\,45-17\,15\nMusica pop\, rock e folk in Israele \nGiovedì 23 novembre – ore 15\,45-17\,15\nIl successo della tradizione mizrahi in Israele \nGiovedì 30 novembre – ore 15\,45-17\,15\nMusicisti e mondo ebraico nella diaspora dal XIX al XXI secolo \nPer informazioni ed iscrizioni contattare la professoressa Elena Bartolini:\nElenaLea.Bartolini@docenti.limec-ssml.com \nCon il sostegno di\n Associazione Italiana Amici dell’Università di Gerusalemme\nBet Magazine Mosaico \nIl Corso di Alta Formazione Post-diploma di laurea in Studi Ebraici\, si\ncolloca nell’ambito della mediazione linguistica e culturale\, e nasce con\nl’obiettivo di fornire conoscenze e competenze relative alla lingua e alla\ncultura ebraica. Per la varietà dei temi trattati e la modalità didattica tailor\nmade\, possono partecipare al percorso anche i non laureati appassionati\nalla materia che vogliono conoscere lingua\, culture e sfumature del mondo\nebraico. Per tutti i partecipanti il progetto didattico offre l’acquisizione di: \nCOMPETENZE LINGUISTICHE\nCOMPETENZE CULTURALI \nPer raggiungere tali obiettivi il Corso si avvale della\ncollaborazione di Docenti\, Esperti e Insegnanti madrelingua sia\nin ambito linguistico che culturale\, con il patrocinio\ndell’Università Pedagogium di Varsavia\, dell’Institute of\nTechnology Development of Canada\, dell’Ulpan di Milano –\nScuola di lingua ebraica\, storia e pensiero – e\ndell’Associazione Italiana Amici dell’Università di Gerusalemme. \nCORPO DOCENTI\nElena Lea Bartolini\nAndrea Bienati\nLydia Cevidalli\nSara Ferrari\nRoi Giladi\nNicol Imberti\nRaffaella Scardi\nClaudio Vercelli \nÈ data la possibilità anche di iscriversi a singoli moduli\, che\npossono essere certificati come competenze acquisite previo\nsuperamento di una prova d’esame. \nVia Adelaide Bono Cairoli\, 34\n20127 – Milano\nT. 02 54 60 857\nsegreteria.generale@limec-ssml.com\nlimec-ssml.com \n[download-attachments]
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SUMMARY:Intervista con Armando Torno a "Musica Maestro" per i 400 anni dei "Canti di Salomone"
DESCRIPTION:400 anni dall’edizione dei “Canti di Salomone” di Salomone Rossi\n\nDomenica 14 maggio alle 21\,30 nel programma “Musica Maestro” condotta da Armando Torno a Radio24\, intervista su Salomone Rossi e la sua famosa opera “Canti di Salomone” nell’anniversario dei 400 anni dall’edizione curata dai fratelli Pietro e Lorenzo Bragadin\, Venezia 1622-1623\n\n\nPodcast per riascoltare la puntata\, dal minuto 11\,50\n\n\nVedi anche l’articolo su Salomone Rossi e Benedetto Marcello “La musica liturgica ebraica in Italia”\, a cura di Rav Elia Richetti e Lydia Cevidalli\, nel volume edito dalla Biblioteca Ambrosiana\n“Arti e scienze le Vicino Oriente”\n\n\n\n\n#Radio24 #ensemblesalomonerossi #salomonerossi #musicabarocca #armandotorno #songsofsalomon 
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SUMMARY:MUSICA E POPOLO EBRAICO
DESCRIPTION:Il Laboratorio di musica tradizionale e popolare per l’anno 2023 si articolerà in quattro incontri\,\nsecondo il seguente calendario: \nMercoledì 10 maggio – ore 17\,30-19\nLa musica nella tradizione sinagogale – Primi esempi di “Musica ebraica” nel XVII e XVIII secolo \nMercoledì 17 maggio – ore 17\,30-19\nMusicisti girovaghi: niggunim\, hazzanim\, musica klezmer \nMercoledì 24 maggio – ore 17\,30-19\nMusicisti ebrei negli Stati Uniti – Musica nei campi di concentramento \nMercoledì 31 maggio – ore 17\,30-19\nCompositori ebrei di musica classica e famosi esecutori nel XIX e XX secolo\n \nVerranno svolti i seguenti argomenti: \n\nLa musica nella tradizione sinagogale – Primi esempi di “musica ebraica” nel XVII e XVIII secolo\nMusicisti girovaghi: niggunim\, hazzanim\, musica klezmer\nMusicisti ebrei negli Stati Uniti – Musica nei campi di concentramento\nCompositori ebrei di musica classica e famosi esecutori nel XIX e XX secolo\n\n  \nPer informazioni ed iscrizioni contattare la professoressa Elena Bartolini:\nElenaLea.Bartolini@docenti.limec-ssml.com \nAssociazione Italiana Amici dell’Università di Gerusalemme \nBet Magazine Mosaico \nIl Corso di Alta Formazione Post-diploma di laurea in Studi Ebraici\, si\ncolloca nell’ambito della mediazione linguistica e culturale\, e nasce con\nl’obiettivo di fornire conoscenze e competenze relative alla lingua e alla\ncultura ebraica. Per la varietà dei temi trattati e la modalità didattica tailor\nmade\, possono partecipare al percorso anche i non laureati appassionati\nalla materia che vogliono conoscere lingua\, culture e sfumature del mondo\nebraico. Per tutti i partecipanti il progetto didattico offre l’acquisizione di: \nCOMPETENZE LINGUISTICHE\nCOMPETENZE CULTURALI \nhttps://www.limec-ssml.com/it/alta-formazione/corso-di-alta-formazione-in-studi-ebraici  \nIscrizioni entro il giorno 20 ottobre 2022\nci sono ancora posti disponibili! \nPer raggiungere tali obiettivi il Corso si avvale della\ncollaborazione di Docenti\, Esperti e Insegnanti madrelingua sia\nin ambito linguistico che culturale\, con il patrocinio\ndell’Università Pedagogium di Varsavia\, dell’Institute of\nTechnology Development of Canada\, dell’Ulpan di Milano –\nScuola di lingua ebraica\, storia e pensiero – e\ndell’Associazione Amici dell’Università di Gerusalemme. \nCORPO DOCENTI\nElena Lea Bartolini\nAndrea Bienati\nLydia Cevidalli\nSara Ferrari\nRoi Giladi\nNicol Imberti\nRaffaella Scardi\nClaudio Vercelli \nIl Corso di Alta Formazione in Studi Ebraici si rivolge a tutti\ncoloro che desiderano approfondire lo studio della Lingua e\ndella Cultura ebraica (Studenti\, Traduttori\, Mediatori Culturali\,\nDocenti\, Giornalisti\, Appassionati e Studiosi):\n• I partecipanti in possesso di una Laurea Triennale o Magistrale\nal termine del percorso conseguiranno un Diploma del Corso di\nAlta Formazione;\n• I partecipanti in possesso di Diploma di Maturità\nconseguiranno al termine del percorso un Attestato con la\ncertificazione delle competenze acquisite nei singoli moduli.\nLe richieste di partecipazione provenienti da persone con un\npercorso formativo differente saranno valutate singolarmente\nprevio invio del curriculum vitae all’indirizzo e-mail\nsegreteria.generale@limec-ssml.com.\nIl Diploma del Corso di Alta Formazione per i laureati e per tutti\ngli altri prevede l’attestato di partecipazione con certificazione delle\ncompetenze acquisite nei moduli si conseguono con il\nsuperamento delle prove conclusive di ogni corso e laboratorio\,\ncompletato il tirocinio (100 ore) e dopo la discussione della prova\nfinale.\nÈ data la possibilità anche di iscriversi a singoli moduli\, che\npossono essere certificati come competenze acquisite previo\nsuperamento di una prova d’esame. \nVia Adelaide Bono Cairoli\, 34\n20127 – Milano\nT. 02 54 60 857\nsegreteria.generale@limec-ssml.com\nlimec-ssml.com \nCi sarà anche un laboratorio di Musica tradizionale e popolare\, tenuto da Lydia Cevidalli e Elena Bartolini De Angeli \n\n\nVedi articolo di presentazione dei corsi su Mosaico\nVedi sito Associazione Italiana Amici dell’Università di Gerusalemme\nVedi sito Israele.net\n\n\n[download-attachments]
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SUMMARY:Ensemble Salomone Rossi in concerto a Rovio\, Svizzera
DESCRIPTION:DOMENICA 4 DICEMBRE 2022 – ore 17\nConcerto per il Circolo di Cultura di Rovio e dintorni\nChiesa di S. Cosma e Damiano \, Piazza Fontana – Rovio\, Svizzera \nNicolò Balducci\, sopranista\nLydia Cevidalli\, violino\nThomas Chigioni\, violoncello\nGiovanni Togni\, clavicembalo \nMusiche di Tarquinio Merula\, Antonio Vivaldi\, Benedetto Marcello e Georg Friedrich Haendel \nvedi articolo sull’Informatore \n \n \n \n[download-attachments]
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SUMMARY:Seminario di musica klezmer
DESCRIPTION:Il Seminario ha come principale obiettivo la familiarizzazione con un repertorio di tradizione orale; offre l’opportunità di suonare insieme e affrontare tutti i problemi che un’esperienza del genere comporta (intonazione\, coscienza timbrica\, senso del ritmo). L’incontro prevede il confronto con il linguaggio dell’improvvisazione\, principalmente modale\, utilizzando sia materiale jazzistico che etnico. Durante il seminario verranno studiati brani del repertorio klezmer e sefardita e approfonditi gli stili improvvisativi più coerenti. \nIl seminario è aperto anche agli esterni\, al costo di 40€ \n– Venerdì 11 NOVEMBRE 2022 – ORE 14.00-18.00 – SALA PUCCINI\n– Sabato 12 NOVEMBRE 2022 – ORE 9.00-13.00 – SALA PUCCINI // ORE 14.00-18.00 – SALA CORO \nEcco i jotform per l’iscrizione: \nJOTFORM MUSICISTI INTERNI: https://form.jotform.com/221281937652358 \nJOTFORM MUSICISTI ESTERNI: https://form.jotform.com/221282378981363 \nTermine d’iscrizione: 04 Novembre 2022 – ore 23.59 \nVi aspettiamo numerosi! \nGabriele Coen \nSassofonista\, clarinettista\, compositore\, GABRIELE COEN si dedica da vent’ anni all’incontro tra jazz e musica etnica\, svolgendo un’intensa attività a livello nazionale e internazionale. È fondatore dei KlezRoym – la più nota formazione italiana dedita alla riproposizione del patrimonio musicale ebraico – con cui ha inciso cinque dischi per l’etichetta CNI. Come Leader segue diversi progetti\, tra cui: Gabriele Coen “Jewish Experience”\, una delle formazioni più tipiche del jazz contemporaneo\, che rivede il repertorio popolare ebraico in chiave jazzistica. Del 2009 è il primo disco intitolato Golem\, per Alfamusic\, distribuzione Egea. Ad agosto 2010 è uscito il nuovo disco Awakening prodotto da John Zorn per la Tzadik\, la prestigiosa etichetta discografica newyorchese. A gennaio 2013 il nuovo lavoro discografico Yiddish Melodies in Jazz\, sempre orgogliosamente prodotto dalla Tzadik di John Zorn. \nMusiche per il seminario \nOdessa Bulgar\nhttps://www.schoellerfamily.org/scores/?fbclid=IwAR2dJ1Wj7iKbPP0oKW5evhOt6Yf0LT26Ta7CPPsNP4xyECkWnbP0vrhaA7U#OdessaBulgar \nIkh hob dikh tsu fil lib (I LOVE YOU TOO MUCH)\nhttps://www.schoellerfamily.org/scores/?fbclid=IwAR2dJ1Wj7iKbPP0oKW5evhOt6Yf0LT26Ta7CPPsNP4xyECkWnbP0vrhaA7U#ikh_hob_dikh_tsu_fil_lib \nBith haneth\nhttps://drive.google.com/drive/folders/1-3PodtDc2ttjxjGg4BlD701yfBcQuwU7?usp=sharing \nCuando el rey Nimrod\nhttps://www.schoellerfamily.org/scores/?fbclid=IwAR2GxtOKgRzk1gLF_QUKZWposPRWmOowSLGFBFGhcz9yUKfehTR5x3lpNbA#Cuando_El_Rey_Nimrod \nFun tashlikh\nhttps://www.schoellerfamily.org/scores/?fbclid=IwAR2GxtOKgRzk1gLF_QUKZWposPRWmOowSLGFBFGhcz9yUKfehTR5x3lpNbA#FunTashlikh \nSherele\nhttps://www.schoellerfamily.org/scores/?fbclid=IwAR2GxtOKgRzk1gLF_QUKZWposPRWmOowSLGFBFGhcz9yUKfehTR5x3lpNbA#Sherele \nYiddish blues\nhttps://www.schoellerfamily.org/scores/?fbclid=IwAR2GxtOKgRzk1gLF_QUKZWposPRWmOowSLGFBFGhcz9yUKfehTR5x3lpNbA#Yiddish%20Blues \nUna tarde de verano\nhttps://www.schoellerfamily.org/scores/?fbclid=IwAR2GxtOKgRzk1gLF_QUKZWposPRWmOowSLGFBFGhcz9yUKfehTR5x3lpNbA#Una_Tarde_de_Verano \nFlatbush waltz\nhttps://www.schoellerfamily.org/scores/?fbclid=IwAR2GxtOKgRzk1gLF_QUKZWposPRWmOowSLGFBFGhcz9yUKfehTR5x3lpNbA#FlatbushWaltz \nBith aneth\nhttps://drive.google.com/drive/folders/1-3PodtDc2ttjxjGg4BlD701yfBcQuwU7 \nBey mir bistu shein\nhttps://www.schoellerfamily.org/scores/#BayMirBistuSheyn1 \n  \n  \n 
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SUMMARY:XXII Giorno della Memoria 
DESCRIPTION:Giovedì 27 gennaio 2022 – ore 20\,30\n“La musica proibita come strumento di resistenza: blues\, swing e jazz”\n\nSala Verdi del Conservatorio di Milano\nVideo completo della serata \nVisibile su Facebook \nImpercettibile o assordante\, mesta o gioiosa\, la musica si intreccia con la Storia e con le storie\, in un flusso inarrestabile nel bene e nel male. \nAttraverso la musica vogliamo raccontare alcuni momenti del Male assoluto\, la Shoah.  Una colonna sonora di suoni\, voci\, musiche che raccontano un crescendo drammatico che inizia quasi sommessamente con le leggi razziali nazifasciste del 1933 e del 1938\, e si spinge sino agli orrori dello sterminio nella sua fase finale.  Una colonna sonora che vorremmo non fosse mai stata scritta.   Quello che vogliamo raccontare è ben poco\, ma è pur sempre un sassolino messo sulla tomba della Memoria. Per non dimenticare\, per ricordare\, si deve prima conoscere. E alla conoscenza e al ricordo servono anche le storie della musica allora perseguitata\, proibita\, dimenticata al di qua e al di là delle Alpi: quella composta o eseguita da ebrei\, il blues e il jazz quale musica “negroide” sostenuta dal cosiddetto “giudaismo nordamericano”.  La “pura tradizione musicale germanica” e “l’italica purezza melodica” sono in pericolo! Ma la “musica degenerata” vive e sopravvive al nazifascismo\, eseguita con poche mascherature un po’ ovunque nei locali e alla radio. Anche nei lager\, talvolta voluta e organizzata dagli stessi nazisti. \nSul palcoscenico della Sala Grande del Conservatorio di Milano montiamo un cantiere-laboratorio aperto e duttile\, al limite dell’improvvisazione\, seguendo la musica come filo conduttore: musica dal vivo\, interventi registrati* e dal vivo\,  ricostruzioni di ambienti\, suoni\, rumori. (Claudio Ricordi) \n*Con le voci di Nedo Fiano\, Peter Kammerer\, James Conlon\, Virgilio Savona\, Franco Cerri \nIntervengono:\nRaffaello Vignali Presidente del Conservatorio di Milano\nCristina Frosini Direttore del Conservatorio di Milano\nAnna Scavuzzo Vice sindaco di Milano\nStefano Bolognini Assessore allo Sviluppo Città metropolitana\,\nGiovani e Comunicazione di Regione Lombardia\nWalker Meghnagi Presidente della Comunità Ebraica di Milano\nRoberto Jarach Direttore della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano\nRav Alfonso Arbib Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Milano \nVerdi Jazz Orchestra\, Pino Jodice direzione e arrangiamenti\nClaudio Ricordi e Mariella Zanetti\, autori e regia\nIra Rubini\, Luca Bragalini\, presentazione\nClaudio Moneta\, letture \nIdeazione del progetto a cura dell’Associazione Figli della Shoah e del Conservatorio di Milano\nOrganizzazione del Giorno della Memoria per il Conservatorio di Milano a cura di\nLydia Cevidalli e Nicoletta Mainardi \nIn collaborazione con:\nUnione Comunità Ebraiche Italiane \, Conservatorio di musica G. Verdi di Milano\, Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea\, Comunità Ebraica di MilanoCoC \nIngresso solo con green pass rafforzato e obbligo di mascherina FFP2\nRegistrazioni all’indirizzo biglietteriachiostro@consmilano.it \n[download-attachments]
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SUMMARY:Troppo piccolo il cielo - 27 gennaio 2022 ore 10\,30
DESCRIPTION:Video completo dell’evento \nXXII GIORNO DELLA MEMORIA – Appuntamento organizzato dall’Associazione Figli della Shoah e dal Conservatorio di Musica\n“G. Verdi” di Milano.\nGiovedì 27 gennaio 2022 – Sala Verdi ore 10.30\nTROPPO PICCOLO IL CIELO Musiche\, letture e Testimonianze dal Ghetto di Terezín \nMatteo Corradini autore\, regista e presentatore\nMiriam Cappa attrice\nElisa Dal Corso canto e voce recitante\nPaolo Camporesi fisarmonica\nJacopo Martinazzi detto Botter violino\nVJO Verdi Jazz Orchestra del Conservatorio di Milano Pino Jodice arrangiamenti e direzione\nL’appuntamento in presenza\, riservato alle scuole\, sarà anche trasmesso sul canale YouTube dell’Associazione Figli della Shoah e sul sito del Sole24ORE \nGeorge Gershwin (1898-1937)\, I got rhythm Django Reinhardt (1910-1953)\, Nuages VJO Verdi Jazz Orchestra Pino Jodice direzione \nVideo Testimonianza di Misha Gruenbaum \nIlse Weber (1903-1944)\, Ich wandre durch Theresienstadt\nElisa Dal Corso canto e voce recitante\nPaolo Camporesi fisarmonica \nLouis Armstrong (1901-1971)\, St. Louis blues Verdi Jazz Orchestra Pino Jodice direzione \nVideo Testimonianza di Inge Auerbacher \nIlse Weber\, Und der regen rinnt\nElisa Dal Corso canto e voce recitante\nPaolo Camporesi fisarmonica \nJohann Sebastian Bach (1685-1750)\nAllemanda dalla Partita in re minore BWV 1004\nJacopo Martinazzi detto Botter violino \nIlse Weber\, Wiegala\nElisa Dal Corso canto e voce recitante\nPaolo Camporesi fisarmonica \nOrganizzazione e coordinamento attività del Conservatorio di Milano per il Giorno della Memoria\nLydia Cevidalli e Nicoletta Mainardi \nLa cittadina fortificata di Terezín (in tedesco Theresienstadt) fu edificata alla fine del XVIII secolo come roccaforte dell’Impero austroungarico a sessanta chilometri da Praga. Dalla fine del 1941 fu utilizzata dalla Germania nazista nel progetto di deportazione e distruzione degli ebrei d’Europa. Il campo di Theresienstadt fu trasformato in ghetto e luogo di transito\, divenne campo di lavoro e in seguito lager di propaganda.\nQualcuno definiva il ghetto con la frase «balliamo sotto il patibolo». Per la propaganda nazista era un luogo perfetto per mostrare all’opinione pubblica una realtà falsata: internati in salute\, cibo abbondante\, luoghi accoglienti\, momenti di svago e libertà\, una diffusa serenità. Venne girato un filmato che documentava il progetto: Theresienstadt. Ein Dokumentarfilm aus dem Jüdischen Siedlungsgebiet (Theresienstadt: un documentario della zona di insediamento ebraico). Una parte degli ebrei rinchiusi a Terezín era costituita da intellettuali e uomini di cultura\, musicisti\, pittori\, drammaturghi. La loro resistenza\, nonostante la violenza nazista\, consistette nel ricreare un fervente ambiente culturale all’interno del ghetto.\nA Terezín confluirono quasi 150mila persone: inizialmente ebrei residenti nella Boemia annessa al Reich\, e in seguito ebrei tedeschi\, austriaci\, olandesi e danesi. Tra di loro\, 15mila tra bambini e ragazzi\, dei quali ne sopravvissero 142. Tra di loro ci sono Inge Auerbacher\, ebrea tedesca deportata con la famiglia con gli ebrei di Stoccarda\, e Michael “Misha” Gruenbaum\, deportato da Praga con la madre e la sorella. Testimoni della prigionia nel ghetto\, sono oggi instancabili sostenitori di una cultura della memoria\, per un mondo migliore. Del passaggio di ragazze e ragazzi a Terezín è rimasta una commovente testimonianza rappresentata da centinaia di disegni e decine di poesie. Il Consiglio ebraico\, su ordine dei nazisti\, aveva il compito drammatico di stilare le liste di coloro che sarebbero dovuti partire con i treni verso i campi di sterminio\, in particolare verso Auschwitz.\nL’ex deportato Ruth Kluger ha osservato che «A Theresienstadt la cultura aveva un valore enorme». Nel ghetto sono nati e cresciuti cori\, gruppi di cabaret\, orchestre di musica classica e popolare. Era attiva perfino la critica musicale\, nonché lezioni di musica e di teoria musicale. Si potevano ascoltare le opere sinfoniche e da camera di Mozart\, Beethoven\, Brahms e Janácek. Molti degli artisti imprigionati hanno cercato di mantenere la propria identità musicale attraverso lo studio e la prosecuzione della loro attività. Alcuni tra loro sono stati esonerati dai lavori del campo per essere inseriti nella cosiddetta “Divisione Svago” (Freizeitgestaltung). L’ebrea Ilse Weber\, costretta a prestare servizio in infermeria\, scriveva semplici e commoventi canzoni per i piccoli malati. Deportata\, fu uccisa ad Auschwitz ma le sue musiche si sono salvate.\nNella cittadina di Terezín era attiva già dalla fine del XIX secolo una fabbrica di strumenti musicali. Fondata da Wenzel Žalud\, trasferita a Theresienstadt dal figlio Frantisek\, che creò un laboratorio con annesso negozio\, fu portata al successo grazie al lavoro di Pavel Žalud: la fabbrica produceva in particolare strumenti per bande musicali e orchestre militari. Dal 1942 l’intera Terezín viene occupata e tutti i suoi abitanti spostati a forza in altri luoghi. La stessa sorte toccò alla famiglia Žalud\, costretta a trovare una nuova abitazione nelle campagne circostanti e ad abbandonare la fabbrica. Il negozio con gli strumenti e quel che rimaneva del laboratorio vennero confiscati. I nazisti consegnarono gli strumenti musicali Žalud agli ebrei internati\, perché li suonassero nel progetto di “abbellimento” (Stadtverschönerung) e propaganda che coinvolse l’intero ghetto.\nNelle operazioni di liquidazione del ghetto\, dal 28 settembre al 28 ottobre 1944\, gran parte dei musicisti vennero deportati ad Auschwitz\, tra i quali i compositori Pavel Haas\, Hans Krása\, Gideon Klein e Viktor Ullmann. (Matteo Corradini) \nSt.Louis Blues\, di W.C.Handy\, arrangiamento di G.Buonaiuto\nComposto nel 1914\, il brano appartiene al repertorio tradizionale blues e jazz ed è stato interpretato da artisti come Armstrong\, Miller\, Goodman\, Holiday\, Stevie Wonder e altri.\nIl brano trae ispirazione da un incontro nelle strade di St. Louis con una donna sconvolta dall’assenza del marito.\nLo spartito originale si trova ora nella Library of Congress degli Stati Uniti d’America\, nel database relativo alla musica afroamericana della Brown University.\nFamosa è la versione di Louis Armostrong. Per questa occasione\, la versione di Giovanni Buonaiuto è stata arrangiata per orchestra jazz.\nNuages di Django Reinhardt\, arrangiamento  di Pino Jodice\nSi tratta di una delle composizioni più famose di Django\, musicista di etnia Sinti. Reinhardt fece della sua disabilità\, dovuta ad un incidente in cui si incendiò la roulotte in cui viveva in una cittadina francese\, il suo punto di forza\, divenendo un esempio per tutte le generazioni successive di chitarristi.\nI Got rhythm di George Gershwin\, arrangiamento  di Giovanni Liberatore\nInsieme a Summertime è il brano più famoso di Gershwin eseguito nel jazz.\nLa struttura chiamata Rhythm change significa cambio ritmico di accordi suonati velocemente (giro armonico)\, sulla cui struttura sono stati creati tantissimi famosi standards\, per improvvisare ed esibire i virtuosismi e la creatività dei musicisti jazz.\nLa struttura è in forma di canzone strofica (AABA) di 32 battute.\nAvvincente è l’arrangiamento di Giovanni Liberatore per orchestra jazz e 3 voci. (Pino Jodice) \nAllemanda di J. S. Bach (1685-1750) ha composto molta musica per le voci e per tutti gli strumenti. Particolarmente famose sono le raccolte di Sonate e Partite per violino solo e le Suite per violoncello solo.\nL’ Allemanda in programma è un tempo di danza molto diffuso e utilizzato dai compositori di tutto il periodo barocco; di origine rinascimentale e proveniente dal mondo tedesco\, nel periodo barocco fu utilizzata soprattutto come forma strumentale. Ha un andamento moderato. \nIlse Herlinger Weber è stata una poetessa e scrittrice di origine ceca e di religione ebraica.\nViveva a Praga; nel 1939\, in seguito all’occupazione nazista\, riuscì a mettere in salvo il suo primogenito Hanuš mandandolo da amici in Svezia attraverso un “kindertransport”. Ilse con il marito ed il figlio più piccolo furono rinchiusi nel ghetto di Praga e quindi internati nel campo/ghetto di Theresienstadt. A Terezìn\, dove erano stati deportati moltissimi bambini\, Ilse Weber svolse l’attività di infermiera nel reparto infantile della locale infermeria. E’ in questo periodo che\, per alleviare le pene dei piccoli ospiti\, compose molte poesie che improvvisava in canzoni accompagnandosi con la chitarra. Nell’ottobre del 1944 suo marito Willi fu scelto per il trasferimento ad Auschwitz e Ilse chiese di seguirlo: lei ed il figlioletto Tommy vennero subito uccisi al loro arrivo. Willi sopravvisse e potè poi riabbracciare Hanuš\, il figlio sopravvissuto.\nI testi delle canzoni che verranno eseguite sono semplici e di grande forza espressiva; descrivono i sentimenti e il coraggio della poetessa nell’assistere i piccoli bambini\, infondendo in loro la speranza e la gioia della vita (Lydia Cevidalli)  \n[download-attachments]
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SUMMARY:Note di Memoria: La musica della tradizione ebraica e la musica occidentale
DESCRIPTION:Incontro-lezione interattiva in area ZOOM \nLa musica della tradizione ebraica e la musica occidentale\n25 gennaio 2022 alle ore 10:30 con\nLydia Cevidalli\, concertista e docente di violino al Conservatorio di Musica G. Verdi di Milano \nStorie e Memoria con\nAndrea Bienati\, Direttore Didattico LIMEC SSML \nCoordinatrice dell’evento\nElena Lea Bartolini De Angeli \n[download-attachments]
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SUMMARY:Terezin 17/10 - Settimo anno\, 2021
DESCRIPTION:Domenica 17 ottobre 2021\, ore 21 \nSala Verdi del Conservatorio di Musica G. Verdi di Milano \nProgetto Terezin 17/10 \nPresenta Cristina Frosini\, direttore del Conservatorio di Milano \nCafè Terezin\nThere’s no business like show business (I. Berlin)\nStompin’ at the Savoy ( B.Goodman / C.Webb – E. Sampson)\nBei mir bistu shen (S. Secunda/ J. Jacobs)\nSophisticated lady (D.Ellington)\nThe way you look tonight (J.Kern)\nMy Funny Valentine (Rodgers/ Hart)\nSummertime (G.Gershwin)\nSmile (C.Chaplin) \nVerdi Jazz Ensemble\nPino Jodice\, direzione e arrangiamenti\n\nSimona Daniele voce\nGabriella Di Capua voce\nRaffaele Fiengo alto sax\nFederico Limardo ten sax\nNiccolò Omodeo Zorini bar sax\nDaniele Nocella prima tromba\nTiziano Codoro / Massimo Marcer seconda tromba\nCarmelo Rizzo trombone\nDario Spezia chitarra\nClaudio Guarcello / Pietro Aloi pianoforte\nGiammarco Straniero contrabbasso\nLorenzo Attanasio batteria \nIl 17 ottobre del 1944 vengono uccisi a Birkenau 1390 uomini\, donne e\nbambini partiti all’alba del giorno precedente dal ghetto di Terezin. Erano\ntutti a bordo del cosiddetto Künstlertransport\, il “treno degli artisti” sul\nquale erano stati caricati a forza gli scrittori\, i poeti\, i pittori\, i musicisti\, gli\nscienziati\, i compositori che avevano dato vita alla straordinaria stagione\nartistica di Theresienstadt. Finiva così\, con la più massiccia strage di artisti\nmai avvenuta nella storia dell’Occidente\, l’atroce inganno del lager-\nvetrina che la propaganda nazista aveva esibito alla Croce Rossa e\nall’opinione pubblica. Quel giorno cambia per sempre il rapporto tra arte\ne storia\, tra creazione e prigionia\, tra umanità e ferocia. Eventi passati\,\neventi lontani\, destinati a non ripetersi mai più… Forse. \n[download-attachments]
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SUMMARY:Giornata Europea della Cultura Ebraica 2021\, a Vittorio Veneto
DESCRIPTION:Domenica 12/09/2021\n\nore 10:00 -11\, VISITA GUIDATA ex ghetto e cimitero ebraico \n\nLa visita è guidata\, la guida è certificata e parla italiano e inglese.\n\n\nMinimo 8 persone – massimo 15.\n\n\nCosto 10€/persona.\n\n\nLuogo di ritrovo via D. Manin n.92\, cinque minuti prima dell’ora prevista.\n\n\nPRENOTAZIONE OBBLIGATORIA c/o IAT Vittorio Veneto\, tel. 0438-57243.\n\nThe GUIDED TOUR to the JEWISH PLACES of Vittorio Veneto is active. It includes a visit to the former Ghetto and the Jewish Cemetery\, and will be operational all year round.\nThe guide is certified and speaks English and Italian.\nMinimum 8 people – maximum 15\nCost € 10 / person.\nMeeting place: via D. Manin n.92\, five minutes before the scheduled time.\nRESERVATION REQUIRED c / o IAT Vittorio Veneto\, tel. 0438-57243.\nThe distance between the two places is about 2.5 km of urban promenade; they are covered on foot as further explanations are given along the way. In case of particular problems\, the distance can be covered with your own car.From Venice\, Vittorio Veneto can also be reached by train. The stop is Soffratta (just a few minutes from the meeting place). \nore 17:00 – 18.00 \n\nConcerto di musiche ebraiche\, sulle coste del mediterraneo “La Cantica del Mare”\nPROGETTO DAVKA JEWISH MUSIC – con Maurizio Di Veroli e orchestra\nMusica sinagogale e della tradizione\, con spiegazione di testi\, storia e personaggi\nMaurizio Di Veroli – direttore e cantante\nEleonora Graziosi – fisarmonica\nDesiree Infascelli – clarinetto\nVittorio Veneto\, Aula Civica Museo della Battaglia\, piazza Giovanni Paolo I \nINGRESSO LIBERO CON PRENOTAZIONE FINO A ESAURIMENTO POSTI\nInformazioni e prenotazioni: IAT – Viale della Vittoria 110\, 31029 Vittorio Veneto TV tel. 0438 57243 iat@comune.vittorio-veneto.tv.it www.turismovittorioveneto.gov.it\nCON IL CONTRIBUTO DELLA CITTÀ DI VITTORIO VENETO \n \nLo Spettacolo  \nIl mare è un po’ la levatrice del popolo ebraico\, visto che la sua nascita passa attraverso l’apertura delle acque del mare. Da millenni gli ebrei di tutto il mondo celebrano l’evento con la Cantica del Mare per celebrarne la funzione salvifica. In particolare\, poi\, gli ebrei stanziati sulle coste del Mediterraneo hanno considerato questo mare come un grande abbraccio fra le varie popolazioni che vivono sulle sue sponde e come un ponte di collegamento verso la Terra di Israele. in quest’ottica lo spettacolo si articola su una serie di canti in ebraico ed altre lingue ebraiche e non\, a testimonianza di come\, in tutte queste culture\, il mare unisce e non separa.  \nChi siamo\nPuò una musica ebraica farti viaggiare nel tempo e nello spazio\, ripercorrendo le storie e le gesta del nostro popolo?\nProgetto DAVKA è un gruppo di musicisti di fedi diverse riuniti nella diffusione della cultura ebraica eseguendo musica che intrattiene\, veicolando i valori di una tradizione antica ma molto vivace.\nCombiniamo melodie antiche\, ritmi moderni e brevi spiegazioni in quelli che chiamiamo viaggi virtuali nella tradizione. Ci piace molto la fusion\, però: canti e testi tradizionali ebraici che si fondono perfettamente con melodie e lingue di tutto il mondo\, in dei veri e propri spettacoli di world music.\nPer noi\, la musica è più del suono. È un veicolo per trasmettere anche verso le future generazioni l’importanza di sviluppare la propria identità nella riscoperta e nell’ospitalità di quelle altrui. \nProgramma di Sala  \nIl programma si articola su un itinerario virtuale di canti raccolti tra le comunità ebraiche sulle coste del mediterraneo. Il mare diventa un comun denominatore\, capace di far incontrare popoli e culture. Testimonianza è data dalle lingue dei vari brani che\, oltre ad essere cantati in ebraico\, sono nelle varie lingue delle diaspore del popolo d’Israele: Yiddish\, JudeoEspanol e i dialetti ebraico italiani sono esempio della possibilità di integrazione tra le culture\, anche e soprattutto laddove si rimanga radicati nella propria identità. \n\n\n\nIm Eshkachech Yerushalaim (dal Salmo 137)\n\nHishbati Etchem (dal Cantico dei Cantici)\n\n\nCuando el rey Nimrod (Canto paraliturgico sefardita)\n\nGole Sangam (Canzone popolare persiana)\n\n\nMein Shtetle Belz (Canzone popolare Yiddish)\n\nEl Norah/A Canzona daa chevrà (poesia liturgica per lo Yom Kippur)\n\n\nMa she haya (dall’Ecclesiaste)\n\nMedley di Purim (Livorno)\n\n\nKi eshmera Shabbat (canto tradizionale per Shabbat)\n\nZol shoyin kumen di Geule (Canzone popolare Yiddish)\n\n\n\n  \nCurriculum \nDal 2004 Progetto DAVKA propone i suoi spettacoli in tutta Italia e in tutta Europa (Olanda\, Russia\, Spagna\, Francia\, Norvegia\, Turchia\, Polonia\, Estonia\, Russia). Numerose partecipazioni a festival\, conferenze ed eventi di dialogo interreligioso\, alle Giornate Europee della Cultura ebraica e alle Giornate della Memoria della Shoah. Nel 2009 partecipa alla trasmissione televisiva in RAI per “La Bibbia Giorno e Notte” e nel 2011 su TV2000 nella trasmissione Mosaico. Progetto DAVKA ha inciso 3 cd: “Tra Sacro e Profano” (2007)\, “I-Tal-Yah. Risvegli nella rugiada divina” (2011) e “La Cantica del Mare. Live in Rome” (2018). \n 
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SUMMARY:Radio 3 Suite - Panorama
DESCRIPTION:Radio3 Suite – Panorama\nFrancesco Antonioni con Lydia Cevidalli per\n“Le regioni della musica (Veneto) I”\nLe regioni della musica\nVeneto. Le sinagoghe di Venezia\, in particolare la Scola Tedesca in Campo\ndi Gheto Nuovo\, e la musica di Benedetto Marcello\nAl telefono\, Lydia Cevidalli  \nIn seguito\, dal Salmo 21:\nIntonazione Shofet kol haaretz\, basso Laurence Meikle\nSignor non tardi dunque il tuo soccorso\, mezzosoprano Marta Fumagalli\nLydia Cevidalli e Andrea\, violette\nIssei Watanabe\, violoncello\nRoberto Panetta\, contrabbasso\nDiego Cantalupi\, tiorba\nGiovanni Togni\, clavicembalo \n4 maggio 2021 \nAscolta la puntata \nDal minuto 3 a 17\,17 \n \n[download-attachments]
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SUMMARY:Radio France\, programma France musique
DESCRIPTION:Radio France – France musique il 21 aprile 2021 ha presentato e trasmesso due brani del CD “Benedetto Marcello Psalms and Sonatas”\, realizzato con l’Ensemble Salomone Rossi\, pubblicato da Dynamic\ndal minuto 15\,55 al minuto 22\,22\n\nAscolta il podcast\n\n\n\n[download-attachments]
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SUMMARY:Presentazione del CD "Benedetto Marcello Psalms and Sonatas" edito da Dynamics
DESCRIPTION:https://www.vaticannews.va/it/epg.html#schedules\nVenerdì 12 marzo alle 22.05 @pierluigi morelli presentazione del CD dell’Ensemble Salomone Rossi\, edito da @Dynamics\nCon Marta Fumagalli Mezzosoprano e Lydia Cevidalli.it\nAnche in\nFrequenze: onde corte e modulazione di frequenza\nFM: 105 MHz – 103\,8 MHz (Roma e provincia)\nDAB: Eurodab Italia\, canale DAB+ 12A (copertura nazionale)\n  \n  \n[download-attachments]
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SUMMARY:Radio Vaticana presenta il CD "Benedetto Marcello Psalms and Sonatas"
DESCRIPTION:Pierluigi Morelli presenta a Radio Vaticana il nuovo Cd dell’Ensemble Salomone Rossi nel programma “Lo scrigno musicale”\nvenerdì 12 marzo 2021 \ndal minuto 0\,28 fino a 1.03.14 \nAscolta il podcast \n[download-attachments]
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SUMMARY:L'Associazione amici dell'Università di Gerusalemme presenta il CD dell'Ensemble Salomone Rossi
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SUMMARY:Radio Classica\, Stravaganza barocca con Gabriele Formenti
DESCRIPTION:Alle 19 e alle 23 di lunedì 22 febbraio 2021\, a Radio Classica\, nel programma Stravaganza barocca \nAscolta il podcast \n\nDal minuto 0\,47 a 28\,21\n\nGabriele Formenti presenta il nuovo CD “Benedetto Marcello Psalms and Sonatas” dell’Ensemble Salomone Rossi\, edito da\n\n\nDynamic opera and classical music\n\n\nIntervista a Lydia Cevidalli\net\n\n\n[download-attachments]
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SUMMARY:"Ester\, storia di una regina" teatro - concerto
DESCRIPTION:XXI Giornata Europea della Cultura Ebraica 2020\nTEATRO CONCERTO: ESTER\, STORIA DI UNA REGINA\na cura dei solisti della Scuola di Musica Toti dal Monte di Pieve di Soligo\, direzione Giancarlo Nadai e Loredana Zanchetta \ndomenica 13 settembre 2020                      \nVittorio Veneto\, ore 17:30 Museo della Battaglia\, piazza Giovanni Paolo I\nINGRESSO LIBERO CON PRENOTAZIONE FINO A ESAURIMENTO POSTI\ninformazioni e prenotazioni: IAT – Viale della Vittoria 110\, 31029 Vittorio Veneto TV tel. 0438 57243 \niat@comune.vittorio-veneto.tv.it   www.turismovittorioveneto.gov.it \nCON IL CONTRIBUTO DELLA CITTÀ DI VITTORIO VENETO \nIl rotolo di Ester si legge durante la festa di Purim\, che cade sempre un mese prima di Pesach\, la Pasqua ebraica. La storia biblica racconta la schiavitù degli Ebrei sotto il dominio persiano e la vicenda dell’ebrea Ester scelta come moglie per il re Assuero. Da tempi antichi\, sicuramente dal Rinascimento in poi\, questa vicenda è stata utilizzata come trama per la realizzazione di spettacoli teatrali.\nLa storia si svolge nella città di Susa\, al tempo del dominio persiano\, attraverso alcuni momenti fondamentali: la trepida attesa e speranza della fine della schiavitù\, grazie alle nozze fra Ester e Assuero; il lamento del popolo ebraico per l’editto di Haman\, il perfido ministro di Assuero che\, spinto da un odio immotivato\, decreta lo sterminio degli Ebrei; la gioia finale dell’avvenuta salvezza ad opera di Ester. \nVengono esaltate le qualità della regina Ester ed il suo ruolo di strumento della provvidenza divina\, caratteristiche sempre celebrate in tutte le epoche ed in tutte le forme artistiche figurative\, teatrali e musicali. La tragedia si realizza con l’editto di Haman\, che riesce ad ottenere dal re Assuero il consenso allo sterminio del popolo ebraico. La regina Ester\, che mai aveva dichiarato la sua appartenenza al popolo di Israele\, viene esortata dallo zio Mardocheo a presentarsi al re e ad implorare la salvezza per tutti. Ester comprende che solo lei\, ora che è regina\, può operare in favore del suo popolo\, si fa coraggio e\, nonostante vi sia un decreto reale per cui viene messo a morte chiunque si presenti al re senza essere convocato\, compare davanti al re Assuero\, dopo tre giorni di digiuno. Ester manifesta tutto il suo strazio nella preghiera che rivolge al Signore\, a cui chiede di salvare il popolo e di essere sola lei ad espiare per tutti. Assuero\, in un primo momento adirato contro colui che osa presentarsi infrangendo i decreti reali\, alla vista della regina pallida e in procinto di svenire\, viene colto da un forte sentimento di amore: le porge lo scettro\, simbolo di vita\, quasi le ordina di riprendersi e le domanda quale sia la sua richiesta\, promettendo di esaudirla. \nLa storia prosegue con la rivelazione di Ester al re della sua appartenenza al popolo ebraico\, oltre alla rivelazione dell’editto del perfido Haman che stabilisce lo sterminio degli ebrei. A questo punto le sorti si invertono: Assuero decreta la messa a morte di Haman\, la salvezza del popolo ebraico e l’assunzione a ministro del buon Mardocheo\, lo zio di Ester\, a cui vengono conferiti tutti gli onori. Il re stesso dichiara che vengano tributati onori\, ricchezza e fama a Mardocheo. (L.C.) \nLeggi articolo su QDPNews \n    C
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CATEGORIES:Lydia Cevidalli
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SUMMARY:Festival Amfiteatroff - La musica klezmer approda a Broadway
DESCRIPTION:Presentazione \nIl musical deve molto alla cultura ebraica e particolarmente a quell’Europa orientale in cui si parlava Yiddish e a quei fermenti creativi straordinari nati dall’evolvere della musica klezmer. Suonatori e cantanti girovaghi spesso poverissimi\, i klezmorim\, formavano gruppi numerosi di strumenti ad arco e a fiato ed erano molto richiesti per animare feste\, matrimoni e funerali\, presso comunità ebraiche o in ambiti sociali diversi. \nAttori\, musica e danza si riunivano in occasione del Purimspiel\, la recita del Carnevale ebraico\, che porterà alla nascita del Teatro Yiddish moderno. In Europa sarà dapprima il Cabaret tedesco di Berlino a far tesoro di questo patrimonio vivacissimo e sfolgorante; le persecuzioni naziste spingeranno i più fortunati nella Goldene Medine\, la Terra d’Oro\, già meta di una forte immigrazione ebraica da più di un secolo. \nMolti musicisti in America troveranno la loro grande occasione ed un esempio significativo è “Bei mir bistu sheyn” di Shalom Segunda: basterà tradurre il testo in inglese e trovare il giusto interprete\, per trasformare un brano di nicchia\, rivolto a nostalgici migranti\, in un successo clamoroso. Broadway se ne accorgerà presto ed infatti molti grandi compositori di musical hanno origini ebraiche\, a partire da George Gershwin\, che in alcune sue opere realizza sonorità oscillanti tra il cabaret berlinese e la musica klezmer. \nEbraici sono spesso i temi e l’atmosfera\, la malinconia immediatamente seguita da un lampo di gioia\, la nostalgia e l’impeto di amore. Tutto questo troviamo anche in Somewhere tratto da “West Side Story” di Leonard Bernstein; anche ne “Il violinista sul tetto” di Jerry Bock: andato in scena per la prima volta nel 1964\, acclamato come un evento fra i più rivoluzionari nel panorama teatrale degli Anni Sessanta contribuì\, insieme a West side story\, alla nascita di una nuova era per il musical americano. Fu un successo incredibile di pubblico e di critica che andò avanti fino al 1972. Da non dimenticare una versione cinematografica del 1971\, vincitrice di tre premi Oscar. (Cinzia Bauci) \nIl concerto\nBrano di benvenuto dei klezmorim (cantastorie dell’Europa Orientale)\nEvenu Shalom\nTradizionale piemontese legato a Pesach (Pasqua ebraica)\nIl capretto\nTradizionale sefardita per Hannukah (Festa dei lumi d’inverno)\nOcho kandelikas\nTradizionale di Purim (Carnevale ebraico)\nFate onore al bel Purim\nYiddish Tango\nFriling\nNiggun (canto senza parole di tradizione askenazita)\nWarshaw – Tants Yedelekhs tants\nKurt Weill\nMorität\,  da L’Opera da tre soldi\nGeorge Gershwin\nUn americano a Parigi\, tema principale\nJerry Bock\nMatchmaker\, da Il violinista sul tetto\nLeonard Bernstein\nSomewhere\,  da West Side Story\nM.David e Al Hoffman\, \nI sogni son desideri\,  da Cenerentola\nShalom Segunda\nBei mir bist Du schein\nYiddish Song \nTumbalalaika\nWedding Jewish Song \nChoson kale
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CATEGORIES:Lydia Cevidalli,Stellerranti
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SUMMARY:La musica klezmer approda a Broadway
DESCRIPTION:Ascolta la registrazione completa del concerto \nPresentazione \nIl musical deve molto alla cultura ebraica e particolarmente a quell’Europa orientale in cui si parlava Yiddish e a quei fermenti creativi straordinari nati dall’evolvere della musica klezmer. Suonatori e cantanti girovaghi spesso poverissimi\, i klezmorim\, formavano gruppi numerosi di strumenti ad arco e a fiato ed erano molto richiesti per animare feste\, matrimoni e funerali\, presso comunità ebraiche o in ambiti sociali diversi. \nAttori\, musica e danza si riunivano in occasione del Purimspiel\, la recita del Carnevale ebraico\, che porterà alla nascita del Teatro Yiddish moderno. In Europa sarà dapprima il Cabaret tedesco di Berlino a far tesoro di questo patrimonio vivacissimo e sfolgorante; le persecuzioni naziste spingeranno i più fortunati nella Goldene Medine\, la Terra d’Oro\, già meta di una forte immigrazione ebraica da più di un secolo. \nMolti musicisti in America troveranno la loro grande occasione ed un esempio significativo è “Bei mir bistu sheyn” di Shalom Segunda: basterà tradurre il testo in inglese e trovare il giusto interprete\, per trasformare un brano di nicchia\, rivolto a nostalgici migranti\, in un successo clamoroso. Broadway se ne accorgerà presto ed infatti molti grandi compositori di musical hanno origini ebraiche\, a partire da George Gershwin\, che in alcune sue opere realizza sonorità oscillanti tra il cabaret berlinese e la musica klezmer. \nEbraici sono spesso i temi e l’atmosfera\, la malinconia immediatamente seguita da un lampo di gioia\, la nostalgia e l’impeto di amore. Tutto questo troviamo anche in Somewhere tratto da “West Side Story” del grande Leonard Bernstein di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita\, il primo americano a dirigere alla Scala di Milano. Una vera e propria dichiarazione d’amore al mondo perduto degli shteytl (i piccoli villaggi o quartieri ebraici in Russia e in Polonia) e dei musicisti klezmorim\,\nè “Il violinista sul tetto” di Jerry Bock: andato in scena per la prima volta nel 1964\, acclamato come un evento fra i più rivoluzionari nel panorama teatrale degli Anni Sessanta contribuì\, insieme a West side story\, alla nascita di una nuova era per il musical americano. Fu un successo incredibile di pubblico e di critica che andò avanti fino al 1972. Fra le edizioni più celebri\, quella al Majesty Theatre di Londra nel 1987 e del Regent Theatre di Melbourne nel 1988. Da non dimenticare una versione cinematografica del 1971\, vincitrice di tre premi Oscar. (Cinzia Bauci) \nEntrata al Palazzo Costabili 6€ \nProgramma  \nEvenu Shalom brano di benvenuto dei klezmorim (cantastorie dell’Europa Orientale)\nFate onore al bel Purim tradizionale di Purim (Carnevale ebraico)\nIl capretto tradizionale piemontese legato a Pesach (Pasqua ebraica) \nOcho kandelikas tradizionale sefardita per Hannukah (Festa dei lumi d’inverno)\nFriling Yiddish Tango\nWarshaw – Tants Yedelekhs tants Niggun (canto senza parole di tradizione askenazita) \nUn americano a Parigi tema principale del poema sinfonico di George Gershwin\nMoritat da “L’Opera da tre soldi” di Kurt Weill\nMatchmaker da “Il violinista sul tetto” musica di Jerry Bock\nSomewhere da “West Side Story” musica di Leonard Bernstein \nBei mir bistu schein di Shalom Segunda\nTumbalalaika Yiddish Song\nChoson kale Wedding Jewish Song \nStellerranti\nCinzia BAUCI\, voce\nLydia CEVIDALLI\, violino\nAndrea CASSARO\, contrabbasso\nPier GALLESI\, fisarmonica\, pianoforte \nCurriculum\nBauci e P. Gallesi sono i fondatori del gruppo Stellerranti e dal 2012 si propongono in trio con la violinista Lydia Cevidalli. Si sono esibiti tra gli altri al Museo F. Levi di Soragna; Palazzo dei Congressi – Lugano; Spazio Ciani – Lugano; Teatro Studiofoce – Lugano; Chiesa di S. Maurizio – Milano; Palazzo Ducale – Genova; Festival Oy Oy Oy Casale Monferrato; Auditorium Demetrio Stratos di radio Popolare – Milano; Conservatorio Peri – Reggio Emilia; Sala Carducci – Como. Piccolo Festival della Cultura Ebraica – Scimmie – Milano – Maggio 2012; Manifestazione “Educare alla pace” per “Giornata della memoria”  Belluno; Chiesa Evangelica\, Palazzo dei Congressi e Spazio Ciani – Lugano; Salone Dugentesco – Vercelli; Teatro Paisiello – Lecce 2014; Sublimar Primo Festival Internazionale di letteratura religiosa – Giugno 2014 – MI; Teatro Cagnoni Vigevano – Gennaio 2015; Villa Frova PN – Gennaio 2015 e Febbraio 2016; Chiesa Evangelica di Ascona CH – Novembre 2015; Palacio Foz di Lisbona – Febbraio 2016; Cascina Marangana per Le domeniche del Fai – Aprile 2016; Cascina Graziosa Novara – Ottobre 2016; Chiesa Evangelica di Arogno (CH)- Novembre 2016. Nel 2012 è uscito il CD Cabaret Europa prodotto da Mauro Sabbione per la AFTER LIFE MUSIC DIMENSION di Vigevano\, sempre per questa etichetta sono usciti i CD “Kabarett” piano e voce nel 2014\, e “Cabaret Chagall” con Lydia Cevidalli. \nLydia Cevidalli\, docente di violino al Conservatorio G. Verdi di Milano\, dove è responsabile dell’organizzazione degli eventi per la “Giornata della Memoria”. Svolge attività di concertista in Italia e all’estero. Ha collaborato con Jordi Savall. Con l’Ensemble Salomone Rossi\, da lei fondato\, propone programmi di musica barocca; citiamo tra i tanti\, il concerto del 24 gennaio 2016 al Quirinale trasmesso in diretta da Radio3. Si è esibita con musicisti klezmer come Gabriele Coen e con lui ha suonato in Italia e all’estero nel gruppo di musica tradizionale ebraica “Klezfardit”. Inoltre è animatrice di molti progetti di grande spessore legati ad aspetti poco conosciuti del mondo ebraico\, musica dal vivo in piece teatrali e in reading. \nAndrea Cassaro contrabbassista\, nel 1997 inizia la collaborazione con il maestro Gabriele Comeglio e come bassista della Big Band Jazz Company. Ha collaborato con Franco Ambrosetti\, Charlie Mariano\, Bob Mintzer\, Dominic Miller\, Sarah Jane Morris\, Nick The Nightfly\, Pee Wee Ellis\, Franco Cerri\, Lucio Dalla\, Simona Bencini. Dal 2007 al 2012 ha fatto parte dell’orchestra degli spettacoli di Massimo Lopez\, esibendosi in più di 200 repliche nei migliori teatri italiani. \nPresentazione su “Ferrara terra e acqua” \nPresentazione su Estense.com \nBal’danza scrive dello spettacolo:\n“Spettacolo emozionante e pubblico in piedi\, alla fine del concerto\, ad applaudire e festeggiare Stellerranti. Questa potrebbe essere la breve cronaca del concerto-spettacolo che domenica scorsa Bal’danza ha organizzato presso il Museo Archeologico Nazionale di Ferrara\, nello splendido contesto della Sala delle Carte Geografiche. Il concerto\, che ha visto una nutrita presenza di pubblico attento e festoso\, ha ripercorso i capisaldi della musica klezmer con divagazioni nel mondo del cabaret tedesco e in quello del musical americano.\nBal’danza ringrazia Stellerranti e tutto il pubblico presente”. \nLink al video “Bei mir bistu shen” dal concerto a Ferrara\, 15 aprile 2018  \nLink al video “Moritat di Meckie Messer”\, dal concerto a Ferrara\, 15 aprile 2018 \nLink  a youtube dal concerto alla Sala Piatti di Bergamo\, aprile 2017 \n \n     \nBergamo\, foto di Maria Zanchi     \n \nFerrara\, Sala delle carte geografiche\, Palazzo Costabili\n                         
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SUMMARY:Canti degli Ebrei della Diaspora
DESCRIPTION:Comune di Vittorio Veneto\, Centro Italiano Femminile\nComitato per Vittorio Veneto Ebraica\norganizzano\nGIORNATA EUROPEA DELLA CULTURA EBRAICA\nCANTI degli EBREI della DIASPORA – Tra identità e cultura \n \nConcerto del Coro Vittorio Veneto\, diretto dal M° Giuseppe Borin\ncon la partecipazione del contralto Giovanna Dissera Bragadin\nDomenica 10 settembre 2017 ore 18.30\nAula Magna del Seminario Vescovile Largo del Seminario 2\,\nVittorio Veneto (TV)\nINGRESSO LIBERO \nGiunta alla diciottesima edizione\, la Giornata Europea della Cultura Ebraica\, coordinata e promossa in Italia dall’Unione delle\nComunità Ebraiche Italiane\, quest’anno il tema scelto per unire simbolicamente gli eventi in tutta Europa\, che si svolgeranno in oltre trenta Paesi\, è “La diaspora ebraica. Identità e dialogo”.\nIl riferimento è al fenomeno storico dell’esilio dalla Terra d’Israele e alla diffusione e radicamento di Comunità ebraiche in molti Paesi in Europa e nel mondo\, che ha dato vita a importanti espressioni identitarie all’interno dell’ebraismo\, e che ha interessato in modo notevole anche l’Italia\, dove le prime tracce di una presenza ebraica risalgono a oltre duemila anni fa. \nNel programma del concerto ci sarà un “classico” come Maoz Tzur\, poema liturgico\, detto anche piyut in ebraico\, tipico della festa di Channukkà e dalle origini molto antiche. Secondo le ricerche storiche sembra che questo brano sia stato scritto nientemeno che nel XIII secolo e che\, nato come una melodia che si cantava nelle famiglie – il testo narra della liberazione del popolo ebraico dal giogo dei Faraoni egiziani e di dittatori come Nabucodonosor e Haman – abbia cominciato dall’Ottocento a venire eseguito anche a livello sinagogale\, diventando molto celebre. \nVittore Veneziani è il musicista che con tanta energia si è adoperato nella realtà musicale italiana prima e dopo la guerra: chiamato da Toscanini a dirigere il Coro del Teatro alla Scala\, vi rimase dal 1921 fino al 1938\, quando fu sospeso dall’incarico\, in seguito alla promulgazione delle leggi antiebraiche. Dal 1938 fino al febbraio del 1944\, quando riuscì a fuggire in Svizzera\, raccolse un gruppo di ragazzi intorno alla sinagoga ebraica di Milano\, facendoli cantare in coro\, componendo per loro nuovi brani e seguendoli con amore e creatività. A conclusione della guerra fu richiamato dal Teatro alla Scala nel suo ruolo di direttore del coro e partecipò al famoso concerto per l’inaugurazione del teatro restaurato nel 1946. Per la Sinagoga di Milano compose vari canti su testi liturgici\, di cui verrà eseguito il brano “Veanu Coreim”. \nUn assaggio delle musiche che verranno eseguite si può ascoltare nelle registrazione del Coro Mizmorim di Milano\, in un’esibizione per il Festival Jewish and the City di Milano\, settembre 2014
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