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SUMMARY:Eventi in ricordo dei 400 anni dall'edizione dei "Canti di Salomone"\, Venezia 1623
DESCRIPTION:Soragna\, ripresa televisiva per Radio 5 Cultura\ncon l’Ensemble Salomone Rossi \nmercoledì 15 novembre 2023 \nl’Ensemble ha partecipato alle riprese televisive per un programma che andrà in onda su\nRai5 Cultura durante il mese di Gennaio del 2024. \nLydia Cevidalli\, direzione e violino\nNicolò Balducci\, sopranista\nGianfranco Ricci\, violino\nMarco Angilella\, violoncello\nGiovanni Togni\, virginale \nPercorso sui luoghi ebrai dell’Emilia Romagna \nMusiche di Salomone Rossi\, espressione importante del mondo ebraico del ‘600.\nSalomone Rossi era musicista alla corte dei Gonzaga\, famiglia in costante dialogo con le corti emiliane (Este\, Mirandola\, San Severo)\nCon il suo gruppo di strumentisti ad arco Salomone Rossi ha suonato in queste corti\,\nsoprattutto a Mirandola\, su richiesta di Alessandro Pico I della Mirandola \nIdeazione e regia di Bruna Bertani – Produzione Pubbliteam
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SUMMARY:Roma Festival Barocco
DESCRIPTION:Roma Festival Barocco \nGiovedì 14 dicembre 2023 – ore 20\,30\nRefettorio del convento di Trinità dei Monti \nEchi del mondo ebraico a Venezia\nEnsemble Salomone Rossi\nMarta Fumagalli\, mezzosoprano\nLydia Cevidalli\, violino e direzione\nGiacomo Coletti\, violino \nMarco Frezzato\, violoncello\nGiovanni Togni\, clavicembalo \nL’Ensemble Salomone Rossi celebra i 400 anni dall’edizione dei “Canti di Salomone” di Salomone Rossi\, Venezia\, 1622 – 1623 \nLeggi presentazione su Giornale della Musica del 21 Novembre 2023\nLeggi presentazione su RaiNews del 24 Novembre 2023\nAscolta l’intervista a Radio Popolare di lunedì 11 dicembre 2023\, dal minuto 29\,49 a 42 \nNel panorama ricchissimo della storia musicale veneziana\, un posto particolare\, sicuramente affascinante\, riguarda la presenza sporadica di testimonianze musicali legate o ispirate al mondo ebraico.\nTale repertorio\, anche se in maniera non organica e continuativa\, è stato il principio ispiratore di alcune composizioni edite nel XVII e il XVIII secolo e che suscitarono interesse in ambito europeo. \nIl primo nucleo di brani proposti nella serata sono del compositore mantovano Salomone Rossi Hebreo che\, nel 1620\, pubblicò a Venezia una raccolta di Salmi\, unendo testi sacri ebraici e musica polifonica in stile tardo rinascimentale\, avvicinando due universi culturali fino ad allora separati. \nDopo circa un secolo\, sempre a Venezia\, apparve la monumentale opera di Benedetto Marcello “L’Estro Poetico Armonico\, Parafrasi sopra li Salmi”\, con testi di Girolamo Ascanio Giustiniani\, dove\, all’interno delle composizioni\, troviamo ben undici canti sinagogali\, chiamate Intonazioni dal compositore veneziano. Tali canti\, tramandati oralmente\, sono sopravvissuti fino a noi grazie a questa raccolta e vennero  utilizzati dal compositore come spunto musicale per scrivere arie spirituali in stile settecentesco ispirati alle antiche melodie. Ancora oggi non sappiamo (e forse non lo sapremo mai) se Marcello ascoltò ed annotò queste melodie recandosi in una delle Sinagoghe veneziane o se invitò uno o più cantori della comunità ebraica nel suo palazzo per ascoltare tali musiche. Si trattò in ogni caso di un atteggiamento sicuramente aperto e al di là delle rigide convenzioni in auge ancora nel XVIII secolo e che\, da quello che traspare nelle prefazioni ai Salmi\, preconizzava la riscoperta di radici comuni tra mondo ebraico\, classico e cristiano. La raccolta dei Salmi di Marcello\, di cui comparve la prima edizione nel 1724\, ebbe una notevole diffusione e influenza in ambito europeo\, con esecuzioni ed elaborazioni in diversi luoghi. \nVale la pena di ricordare\, a tal riguardo un’esecuzione integrale di Salmi tenutasi a Roma\, in dodici serate\, presso la Cancelleria Apostolica nell’anno 1739. Un’edizione inglese del 1757 a cura dell’editore Johnson propose i 50 Salmi con traduzioni in inglese fatte da  John Garth dei testi di Ascanio Giustiniani.\nUno dei casi più curiosi in ambito europeo fu ciò che avvenne a Praga\, nel 1729 al Teatro di Sporck\, e oggetto di studio negli ultimi anni da parte della musicologa Milada Jonášová.\nAntonio Denzio\, tenore bolognese vissuto per un certo periodo in Veneto\, si trasferì a Praga prendendo in gestione il suddetto teatro. Nel 1729\, in periodo di Quaresima\, propose al pubblico un Oratorio- pastiche\, Sansone\, con la collaborazione di alcuni musicisti\, tra cui Lucchini\, che\, in tale oratorio interpretò la parte del rabbino. All’interno delle varie scene comparvero ben sette delle undici Intonazioni ebraiche pubblicate nell’Estro Poetico Armonico\, cantate per rendere probabilmente più realistica l’azione drammatica ispirata alla Bibbia. \nSi trattò di una semplice curiosità\, di un cambio di sensibilità o di una ricerca di fonti e suoni verosimilmente più autentici? È difficile poter dare una risposta esaustiva in tal senso. Possiamo solo constatare come ancora oggi\, a trecento anni di distanza\, la raccolta di Marcello e le antiche melodie ebraiche riescano ancora ad affascinarci\, lasciando vivi e intatti gli spunti di riflessione da loro aperti in una prospettiva di continua ricerca. (Giovanni Togni) \n  \n[download-attachments] \n 
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SUMMARY:ENSEMBLE SALOMONE ROSSI A PRAGA
DESCRIPTION:Due concerti dell’Ensemble Salomone Rossi a Praga \nVilla Bertramka\, 8 luglio 2023\nSinagoga di Gerusalemme\, 9 luglio 2023\nOrganizzazione: Società Mozartiana nella Repubblica Ceca e Società Donne Ebree della Repubblica Ceca\nCon il sostegno finanziario del Ministero della Cultura della Repubblica Ceca\nCon il patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga \nVilla Bertramka \n \n \nCon le organizzatrici Milada Jonasova e Alice Vesela \n \n \n \nFabrizio Iurlano\, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Praga\, presenta l’evento \nFoto di Michal Navratil \n \n \nFotografie di Milada Jonasova \n \nSinagoga di Gerusalemme\, 9 luglio 2023  \nCon l’Ambasciatore Italiano a Praga\, S.E. Mauro Marsili  \n \nCon l’Ambasciatore Mauro Marsili e le organizzatrici Milada Jonasova e Alice Vesela \n  \nFotografie di Milada Jonasova \n \n \nFotografie di Marta Fumagalli \nLeggi la presentazione al concerto nel sito dell’Istituto di Cultura Italiana a Praga \nAscolta la presentazione per Cult di Radio Popolare\ndal minuto 29\,50 al minuto 38\,27 \nI Canti di Salomone\, l’opera più conosciuta di Salomone Rossi\, fu pubblicata a Venezia in un’elegante edizione nel 1623 dai famosi stampatori Pietro e Lorenzo Bragadin; vi sono raccolte le musiche per 33 testi fra Salmi\, Inni\, Preghiere e Canti sinagogali. L’aspetto più interessante è il tentativo di superare leoque consuetudini della tradizione ebraica che imponeva anche in ambito musicale l’osservanza delle regole tramandate nei secoli: il canto monodico o la cantillazione dei testi biblici\, riservando l’esecuzione di musica allegra e gioiosa a pochi momenti della vita comunitaria. Salomone Rossi\, artista di grande talento\, per queste composizioni scelse di utilizzare le tecniche della musica sacra ecclesiastica rinascimentale. Queste composizioni furono eseguite in sinagoga a Mantova e in luoghi di studio ebraici a Mantova e a Venezia\, fino all’ invasione del Ducato di Mantova nel 1630 da parte dell’imperatore Ferdinando d’Asburgo\, che portò persecuzioni\, esilio e allontanamento verso altri luoghi di residenza di gruppi ebraici;  l’opera cadde quasi in oblio.\n \nIl musicista veneziano Benedetto Marcello nell’opera L’Estro poetico armonico ha musicato i testi di Girolamo Ascanio Giustiniani\, una parafrasi sui primi 50 Salmi di Davide. Il 2024 segna il 300° anniversario della pubblicazione del primo volume della raccolta. Una curiosità caratterizza l’originalità di quest’opera: all’interno di alcune composizioni compaiono undici Intonazioni ebraiche\, canti sinagogali\, che Marcello aveva sentito cantare nelle sinagoghe sefardite e ashkenazite presenti a Venezia. Non è chiaro per quale motivo il musicista abbia voluto inserire queste melodie nelle sue composizioni\, che ha affidato a voci maschili soliste\, senza alcun accompagnamento strumentale; non sappiamo precisamente quale fosse il rapporto del nobile veneziano con le comunità ebraiche presenti a Venezia\, quale fosse il significato di questa operazione culturale. Siamo comunque grati a Benedetto Marcello per la trascrizione di queste undici Intonazioni\, che ci sono così pervenute integre\, mentre in generale il patrimonio sinagogale tramandato oralmente è soggetto a modifiche significative o all’oblio. Le melodie sinagogali vengono eseguite dal cantante senza nessuno accompagnamento musicale e vengono poi riprese e rielaborate nelle arie successive. \nLeggi l’articolo su 9Colonne\nLeggi News e Info Cidim \n  \n \n  \n[download-attachments]
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SUMMARY:#giornodellamemoria -Klezsfardit Jewish Experience - Klezmer e Tango
DESCRIPTION:#giornodellamemoria\nKlezsfardit Jewish Experience\n  \nKlezmer e Tango\n\nLa musica è inclusiva\, unisce mondi apparentemente lontani\n\nSala della Cultura\nVia Italia 13\, Vedano al Lambro\norganizzato dal Circolo Culturale Don Primo Mazzolari \nSabato 28 gennaio 2023 – ore 21\nKlezsfardit \nMarta Brandolini\, voce\nLydia Cevidalli\, violino\nSergio Scappini\, fisarmonica\nMargherita Carbonell\, contrabbasso \nProgramma \nDanze strumentali – Bukoviner freylekhs 6\nWarshawski – Oifen pripitchik (L’alfabeto)5\nDanze strumentali – Varshaver freylekhs 3\,20\nRumshinsky – Shen vi di L’vone (Bella come la luna)5\,40\nTumbalalaika (Suona balalaika\, dimmi la verità 5\nRuven Tsarfat – Shpil\, Yiddish tango 6\nShmerke Kaczerginski – Friling (Primavera) 6\nTradizionale– Odessa bulgar 7\nTradizionale sefardita – Cuando el rey Nimrod 3\nTradizionale sefardita– Adio kerida 5\,20\nShalom Secunda – Bai mir bist tu shen (Per me tu sei bella)7\,11 \n  \nIl klezmer\, l’antica musica delle comunità ebraiche dell’Europa orientale\, sta vivendo negli ultimi trenta anni\, insieme a tutta la cultura yiddish\, una nuova grande riscoperta in America e in Europa.\nLa musica klezmer (dall’ebraico kelìm\, strumenti e zémer\, canto – ossia strumenti per il canto) si è nutrito\, nel corso dei secoli\, dei linguaggi e delle culture dei diversi paesi che ospitavano comunità ebraiche: le tradizioni musicali di Polonia\, Romania\, Russia e Ucraina rivivono in questa musica coniugate da una espressività e una religiosità tipicamente ebraiche. Musica profana\, il klezmer è il prodotto di una società fortemente religiosa e trae la propria linfa vitale dai rumori della strada come dal canto della sinagoga. Nel corso del concerto verranno messi in risalto gli aspetti che caratterizzano questo patrimonio culturale diasporico come musica dell’incontro tra le diverse culture che l’esperienza ebraica ha incontrato nei suoi percorsi\, in particolare la musica araba\, quella gitana e quella afroamericana. Sbarcati  infatti nel Nuovo Mondo\, i klezmorim furono naturalmente portati  a confrontarsi con le altre culture in una dialettica continua tra conservazione della propria identità ed assimilazione alla nuova società americana. Sul piano musicale tutto ciò si traduce in un nuovo tipo di musica che coniuga il sound ebraico con le nuove frontiere sonore offerte dal jazz e dalle altre culture musicali presenti negli Stati Uniti (Gabriele Coen) \n“La musica è inclusiva\, unisce mondi apparentemente lontani” è anche l’obiettivo che il gruppo Klezsfardit si propone di realizzare: valorizzare le espressioni artistiche più varie\, sia individuali che collettive\, promuovere la musica come mezzo per creare ponti culturali\, inclusione e socializzazione (Lydia Cevidalli) \nKlezsfardit anche nel nome vuole richiamare le tre principali tradizioni musicali ebraiche – klezmer\, sefardita ed italiana. Klezsfardit si è esibito a Bergamo al Teatro Donizetti\, a Madrid all’Ambasciata d’Italia\, a Cremona\, Udine\, Belluno\, Castelnuovo di Porto\, Milano in varie sedi\, ha suonato per il programma di Radio 3 Piazzaverdi\, ed ha sempre riscosso ottimi successi\, consenso di pubblico e di critica. \n \n \n \n \n \nFoto di Antonio Occhiuto
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SUMMARY:Gabriele Coen Jewish Experience a Milano
DESCRIPTION:Gabriele Coen Jewish Experience\n Ritorna a Milano Gabriele Coen\, straordinario clarinettista e saxofonista in \nCamminare nella memoria – Milano\nA cura di Tracce Associazione Culturale \nKlezmer Jazz Tango\nMusiche Yddish Tango\, Klezmer\, Sefardita\, Jewish Jazz\nLa musica è inclusiva\, unisce mondi apparentemente lontani\n \nMilano\, sabato 12 novembre 2022 – ore 21 \nTeatro Blu\nVia Giovanni Cagliero\, 26 \nPrenotazioni:\ninfo@letracce.org\ncellulare 3296466380 \nofferta libera per l’Associazione Le Tracce\n(18€) \nGabriele Coen\, sax soprano\, clarinetto\nLydia Cevidalli\, violino\nSergio Scappini\, fisarmonica\nMargherita Carbonell\, contrabbasso \nAscolta live recording dal concerto di “Bei mir bistu shein”\nAscolta intervista a Gabriele Coen a Radio Marconi\, programma Casa Marconi\, da minuto 8\,32 a 14\,45\ntrasmissione di giovedì 10.11.2022 \nLeggi MI-Lorenteggio on line \nLeggi Bet Magazine Mosaico \n“Gabriele Coen è compositore e interprete di uno dei più entusiasmanti esempi di Nuova musica ebraica\, capace di combinare una profonda conoscenza e un sincero rispetto per la tradizione\, con un eccezionale intuito comunicativo e sensibilità immaginifica. All’avanguardia\, eppure fermamente radicato nella tradizione\, i suoi progetti esprimono passione\, integrità e un’impeccabile arte interpretativa.”\nJohn Zorn\n \n“Il rinascimento della cultura ebraica\, anche in musica\, è storia. Gabriele Coen ce lo ricorda con un lavoro di straordinario equilibrio. Un’esperienza da non perdere.”\nClaudio Sessa\, Il Corriere della Sera \n“Il coinvolgente nuovo lavoro del sassofonista e clarinettista romano Gabriele Coen riesce\nbrillantemente nell’intento di rielaborare composizioni di ispirazione ebraica entrate poi nel\nrepertorio abituale del jazz”\nBrad Farberman\, Downbeat \nIl klezmer\, l’antica musica delle comunità ebraiche dell’Europa orientale\, sta vivendo negli ultimi trenta anni\, insieme a tutta la cultura yiddish\, una nuova grande riscoperta in America e in Europa.\nLa musica klezmer (dall’ebraico kelìm\, strumenti e zémer\, canto – ossia strumenti per il canto) si è nutrito\, nel corso dei secoli\, dei linguaggi e delle culture dei diversi paesi che ospitavano comunità ebraiche: le tradizioni musicali di Polonia\, Romania\, Russia e Ucraina rivivono in questa musica coniugate da una espressività e una religiosità tipicamente ebraiche. Musica profana\, il klezmer è il prodotto di una società fortemente religiosa e trae la propria linfa vitale dai rumori della strada come dal canto della sinagoga. Nel corso del concerto verranno messi in risalto gli aspetti che caratterizzano questo patrimonio culturale diasporico come musica dell’incontro tra le diverse culture che l’esperienza ebraica ha incontrato nei suoi percorsi\, in particolare la musica araba\, quella gitana e quella afroamericana. Sbarcati  infatti nel Nuovo Mondo\, i klezmorim furono naturalmente portati  a confrontarsi con le altre culture in una dialettica continua tra conservazione della propria identità ed assimilazione alla nuova società americana. Sul piano musicale tutto ciò si traduce in un nuovo tipo di musica che coniuga il sound ebraico con le nuove frontiere sonore offerte dal jazz e dalle altre culture musicali presenti negli Stati Uniti.\nEsistono dei punti di contatto innegabili tra la musica degli immigrati ebrei e le prime forme di jazz degli afroamericani. I musicisti di entrambe le tradizioni provenivano da ambienti socioeconomici e culturali dominati dallo strapotere dell’America bianca e protestante. Sul piano più strettamente musicale gli organici strumentali sono accomunati da una massiccia presenza di ottoni su cui domina il ruolo solistico del clarinetto. Se gli ebrei russi portarono a casa gli strumenti che avevano imparato a suonare nelle bande delle armate zariste\, i musicisti afroamericani degli Stati del Sud si impossessarono di trombe e tromboni abbandonati dopo la fine della Guerra civile americana. Lo stesso approccio vocalizzante\, l’uso del vibrato e dei glissati\, il gusto per la varietà timbrica caratterizzano questi  due mondi musicali\, più vicini di quanto si possa immaginare.\nNel corso del concerto verranno inoltre presentati brani della tradizione e alcuni temi ebraici entrati poi nel repertorio jazzistico (jewish jazz). Gabriele Coen\nIl concerto si presenta come il manifesto del progetto “Musica delle etnie”\, che si realizzerà a Milano\, a partire dalla prossima primavera\, in collaborazione con l’Associazione Tracce di Milano.\n“La musica è inclusiva\, unisce mondi apparentemente lontani” è anche l’obiettivo che il Festival si propone di realizzare: valorizzare le espressioni artistiche più varie\, sia individuali che collettive\, promuovere la musica come mezzo per creare ponti culturali\, inclusione e socializzazione (Lydia Cevidalli) \nProgramma \nDanze strumentali – Bukoviner freylekhs\nWarshawski – Oifen pripitchik (L’alfabeto)\nRumshinsky – Shen vi di L’vone (Bella come la luna)\nDanze strumentali – Varshaver freylekhs\nTradizionale sefardita Los bilbilicos Kantan\nRuven Tsarfat – Yiddish tango\nTumbalalaika (Suona balalaika\, dimmi la verità\nShmerke Kaczerginski – Friling (Primavera)\nTradizionale sefardita– Adio kerida\nShalom Secunda – Bai mir bist tu shen (Per me tu sei bella)\nTradizionale– Odessa bulgar \nLeggi Milano Lorenteggio\nLeggi Mosaico \nFoto di Antonio Occhiuto \n \n \n \n \n \n  \n  \n  \n[download-attachments]
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DESCRIPTION:Il Seminario ha come principale obiettivo la familiarizzazione con un repertorio di tradizione orale; offre l’opportunità di suonare insieme e affrontare tutti i problemi che un’esperienza del genere comporta (intonazione\, coscienza timbrica\, senso del ritmo). L’incontro prevede il confronto con il linguaggio dell’improvvisazione\, principalmente modale\, utilizzando sia materiale jazzistico che etnico. Durante il seminario verranno studiati brani del repertorio klezmer e sefardita e approfonditi gli stili improvvisativi più coerenti. \nIl seminario è aperto anche agli esterni\, al costo di 40€ \n– Venerdì 11 NOVEMBRE 2022 – ORE 14.00-18.00 – SALA PUCCINI\n– Sabato 12 NOVEMBRE 2022 – ORE 9.00-13.00 – SALA PUCCINI // ORE 14.00-18.00 – SALA CORO \nEcco i jotform per l’iscrizione: \nJOTFORM MUSICISTI INTERNI: https://form.jotform.com/221281937652358 \nJOTFORM MUSICISTI ESTERNI: https://form.jotform.com/221282378981363 \nTermine d’iscrizione: 04 Novembre 2022 – ore 23.59 \nVi aspettiamo numerosi! \nGabriele Coen \nSassofonista\, clarinettista\, compositore\, GABRIELE COEN si dedica da vent’ anni all’incontro tra jazz e musica etnica\, svolgendo un’intensa attività a livello nazionale e internazionale. È fondatore dei KlezRoym – la più nota formazione italiana dedita alla riproposizione del patrimonio musicale ebraico – con cui ha inciso cinque dischi per l’etichetta CNI. Come Leader segue diversi progetti\, tra cui: Gabriele Coen “Jewish Experience”\, una delle formazioni più tipiche del jazz contemporaneo\, che rivede il repertorio popolare ebraico in chiave jazzistica. Del 2009 è il primo disco intitolato Golem\, per Alfamusic\, distribuzione Egea. Ad agosto 2010 è uscito il nuovo disco Awakening prodotto da John Zorn per la Tzadik\, la prestigiosa etichetta discografica newyorchese. A gennaio 2013 il nuovo lavoro discografico Yiddish Melodies in Jazz\, sempre orgogliosamente prodotto dalla Tzadik di John Zorn. \nMusiche per il seminario \nOdessa Bulgar\nhttps://www.schoellerfamily.org/scores/?fbclid=IwAR2dJ1Wj7iKbPP0oKW5evhOt6Yf0LT26Ta7CPPsNP4xyECkWnbP0vrhaA7U#OdessaBulgar \nIkh hob dikh tsu fil lib (I LOVE YOU TOO MUCH)\nhttps://www.schoellerfamily.org/scores/?fbclid=IwAR2dJ1Wj7iKbPP0oKW5evhOt6Yf0LT26Ta7CPPsNP4xyECkWnbP0vrhaA7U#ikh_hob_dikh_tsu_fil_lib \nBith haneth\nhttps://drive.google.com/drive/folders/1-3PodtDc2ttjxjGg4BlD701yfBcQuwU7?usp=sharing \nCuando el rey Nimrod\nhttps://www.schoellerfamily.org/scores/?fbclid=IwAR2GxtOKgRzk1gLF_QUKZWposPRWmOowSLGFBFGhcz9yUKfehTR5x3lpNbA#Cuando_El_Rey_Nimrod \nFun tashlikh\nhttps://www.schoellerfamily.org/scores/?fbclid=IwAR2GxtOKgRzk1gLF_QUKZWposPRWmOowSLGFBFGhcz9yUKfehTR5x3lpNbA#FunTashlikh \nSherele\nhttps://www.schoellerfamily.org/scores/?fbclid=IwAR2GxtOKgRzk1gLF_QUKZWposPRWmOowSLGFBFGhcz9yUKfehTR5x3lpNbA#Sherele \nYiddish blues\nhttps://www.schoellerfamily.org/scores/?fbclid=IwAR2GxtOKgRzk1gLF_QUKZWposPRWmOowSLGFBFGhcz9yUKfehTR5x3lpNbA#Yiddish%20Blues \nUna tarde de verano\nhttps://www.schoellerfamily.org/scores/?fbclid=IwAR2GxtOKgRzk1gLF_QUKZWposPRWmOowSLGFBFGhcz9yUKfehTR5x3lpNbA#Una_Tarde_de_Verano \nFlatbush waltz\nhttps://www.schoellerfamily.org/scores/?fbclid=IwAR2GxtOKgRzk1gLF_QUKZWposPRWmOowSLGFBFGhcz9yUKfehTR5x3lpNbA#FlatbushWaltz \nBith aneth\nhttps://drive.google.com/drive/folders/1-3PodtDc2ttjxjGg4BlD701yfBcQuwU7 \nBey mir bistu shein\nhttps://www.schoellerfamily.org/scores/#BayMirBistuSheyn1 \n  \n  \n 
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SUMMARY:Musica è Memoria
DESCRIPTION:Venerdì 10 giugno 2022 – ore 18\,45 – Un nuovo appuntamento per Milano è Memoria\n\n\n\nDUE DENTRO AD UN FOCO – Storie di pietra – Attraversamenti urbani\n\n\nNella narrazione di Rosario Tedesco gli spettatori verranno virtualmente ricondotti attraverso il percorso delle Pietre d’inciampo\, realizzato a Milano il 30 maggio scorso.\n\n\nIl video e i suoi racconti si intrecciano e si alternano al canto e alla musica dal vivo.\n\n\nSul palcoscenico Marta Brandolini voce e Paolo Camporesi fisarmonica.\n\n \n\n\n\nSamuel Secunda (1894-1974) Bei mir bist du shoen\nIlse Weber (1903-1944) Und der regen rinnt\nFolk Ale brider\n\n\n\n\n\n\nHerold Lavrentievich Kittler Ershter vals\nAvraham Brudno Friling\nIlse Weber Wiegala\nGeorge Gershwin (1898-1937) I got rhythm\n\n\n\n\nDocenti referenti del progetto Lydia Cevidalli e Nicoletta Mainardi\n\n\nIngresso su prenotazione all’indirizzo cerimoniale@consmilano.it\n\n\nSala Puccini del Conservatorio di Milano
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SUMMARY:XXII Giorno della Memoria 
DESCRIPTION:Giovedì 27 gennaio 2022 – ore 20\,30\n“La musica proibita come strumento di resistenza: blues\, swing e jazz”\n\nSala Verdi del Conservatorio di Milano\nVideo completo della serata \nVisibile su Facebook \nImpercettibile o assordante\, mesta o gioiosa\, la musica si intreccia con la Storia e con le storie\, in un flusso inarrestabile nel bene e nel male. \nAttraverso la musica vogliamo raccontare alcuni momenti del Male assoluto\, la Shoah.  Una colonna sonora di suoni\, voci\, musiche che raccontano un crescendo drammatico che inizia quasi sommessamente con le leggi razziali nazifasciste del 1933 e del 1938\, e si spinge sino agli orrori dello sterminio nella sua fase finale.  Una colonna sonora che vorremmo non fosse mai stata scritta.   Quello che vogliamo raccontare è ben poco\, ma è pur sempre un sassolino messo sulla tomba della Memoria. Per non dimenticare\, per ricordare\, si deve prima conoscere. E alla conoscenza e al ricordo servono anche le storie della musica allora perseguitata\, proibita\, dimenticata al di qua e al di là delle Alpi: quella composta o eseguita da ebrei\, il blues e il jazz quale musica “negroide” sostenuta dal cosiddetto “giudaismo nordamericano”.  La “pura tradizione musicale germanica” e “l’italica purezza melodica” sono in pericolo! Ma la “musica degenerata” vive e sopravvive al nazifascismo\, eseguita con poche mascherature un po’ ovunque nei locali e alla radio. Anche nei lager\, talvolta voluta e organizzata dagli stessi nazisti. \nSul palcoscenico della Sala Grande del Conservatorio di Milano montiamo un cantiere-laboratorio aperto e duttile\, al limite dell’improvvisazione\, seguendo la musica come filo conduttore: musica dal vivo\, interventi registrati* e dal vivo\,  ricostruzioni di ambienti\, suoni\, rumori. (Claudio Ricordi) \n*Con le voci di Nedo Fiano\, Peter Kammerer\, James Conlon\, Virgilio Savona\, Franco Cerri \nIntervengono:\nRaffaello Vignali Presidente del Conservatorio di Milano\nCristina Frosini Direttore del Conservatorio di Milano\nAnna Scavuzzo Vice sindaco di Milano\nStefano Bolognini Assessore allo Sviluppo Città metropolitana\,\nGiovani e Comunicazione di Regione Lombardia\nWalker Meghnagi Presidente della Comunità Ebraica di Milano\nRoberto Jarach Direttore della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano\nRav Alfonso Arbib Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Milano \nVerdi Jazz Orchestra\, Pino Jodice direzione e arrangiamenti\nClaudio Ricordi e Mariella Zanetti\, autori e regia\nIra Rubini\, Luca Bragalini\, presentazione\nClaudio Moneta\, letture \nIdeazione del progetto a cura dell’Associazione Figli della Shoah e del Conservatorio di Milano\nOrganizzazione del Giorno della Memoria per il Conservatorio di Milano a cura di\nLydia Cevidalli e Nicoletta Mainardi \nIn collaborazione con:\nUnione Comunità Ebraiche Italiane \, Conservatorio di musica G. Verdi di Milano\, Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea\, Comunità Ebraica di MilanoCoC \nIngresso solo con green pass rafforzato e obbligo di mascherina FFP2\nRegistrazioni all’indirizzo biglietteriachiostro@consmilano.it \n[download-attachments]
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SUMMARY:Note di Memoria: La musica della tradizione ebraica e la musica occidentale
DESCRIPTION:Incontro-lezione interattiva in area ZOOM \nLa musica della tradizione ebraica e la musica occidentale\n25 gennaio 2022 alle ore 10:30 con\nLydia Cevidalli\, concertista e docente di violino al Conservatorio di Musica G. Verdi di Milano \nStorie e Memoria con\nAndrea Bienati\, Direttore Didattico LIMEC SSML \nCoordinatrice dell’evento\nElena Lea Bartolini De Angeli \n[download-attachments]
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SUMMARY:Trasmissione di Vox Nostra\, radio nazionale d'Irlanda
DESCRIPTION:Vox Nostra with Vlad Smishkewych\, Sunday 25 July 2021 \nPresenta il Salmo 27 (dal minuto 1.08.06 a 1.27.12) e la sonata in sol minore (da 1.57.34 a 2.07.38)\ndal CD: Salmi e Sonate di Benedetto Marcello\, edito da Concerto Classics \n Radio nazionale Irlandese \nhttps://www.rte.ie/radio/lyricfm/vox-nostra/programmes/2021/0725/1237124-vox-nostra-with-vlad-smishkewych-sunday-25-july-2021/
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SUMMARY:Radio France\, programma France musique
DESCRIPTION:Radio France – France musique il 21 aprile 2021 ha presentato e trasmesso due brani del CD “Benedetto Marcello Psalms and Sonatas”\, realizzato con l’Ensemble Salomone Rossi\, pubblicato da Dynamic\ndal minuto 15\,55 al minuto 22\,22\n\nAscolta il podcast\n\n\n\n[download-attachments]
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SUMMARY:"Ester\, storia di una regina" teatro - concerto
DESCRIPTION:XXI Giornata Europea della Cultura Ebraica 2020\nTEATRO CONCERTO: ESTER\, STORIA DI UNA REGINA\na cura dei solisti della Scuola di Musica Toti dal Monte di Pieve di Soligo\, direzione Giancarlo Nadai e Loredana Zanchetta \ndomenica 13 settembre 2020                      \nVittorio Veneto\, ore 17:30 Museo della Battaglia\, piazza Giovanni Paolo I\nINGRESSO LIBERO CON PRENOTAZIONE FINO A ESAURIMENTO POSTI\ninformazioni e prenotazioni: IAT – Viale della Vittoria 110\, 31029 Vittorio Veneto TV tel. 0438 57243 \niat@comune.vittorio-veneto.tv.it   www.turismovittorioveneto.gov.it \nCON IL CONTRIBUTO DELLA CITTÀ DI VITTORIO VENETO \nIl rotolo di Ester si legge durante la festa di Purim\, che cade sempre un mese prima di Pesach\, la Pasqua ebraica. La storia biblica racconta la schiavitù degli Ebrei sotto il dominio persiano e la vicenda dell’ebrea Ester scelta come moglie per il re Assuero. Da tempi antichi\, sicuramente dal Rinascimento in poi\, questa vicenda è stata utilizzata come trama per la realizzazione di spettacoli teatrali.\nLa storia si svolge nella città di Susa\, al tempo del dominio persiano\, attraverso alcuni momenti fondamentali: la trepida attesa e speranza della fine della schiavitù\, grazie alle nozze fra Ester e Assuero; il lamento del popolo ebraico per l’editto di Haman\, il perfido ministro di Assuero che\, spinto da un odio immotivato\, decreta lo sterminio degli Ebrei; la gioia finale dell’avvenuta salvezza ad opera di Ester. \nVengono esaltate le qualità della regina Ester ed il suo ruolo di strumento della provvidenza divina\, caratteristiche sempre celebrate in tutte le epoche ed in tutte le forme artistiche figurative\, teatrali e musicali. La tragedia si realizza con l’editto di Haman\, che riesce ad ottenere dal re Assuero il consenso allo sterminio del popolo ebraico. La regina Ester\, che mai aveva dichiarato la sua appartenenza al popolo di Israele\, viene esortata dallo zio Mardocheo a presentarsi al re e ad implorare la salvezza per tutti. Ester comprende che solo lei\, ora che è regina\, può operare in favore del suo popolo\, si fa coraggio e\, nonostante vi sia un decreto reale per cui viene messo a morte chiunque si presenti al re senza essere convocato\, compare davanti al re Assuero\, dopo tre giorni di digiuno. Ester manifesta tutto il suo strazio nella preghiera che rivolge al Signore\, a cui chiede di salvare il popolo e di essere sola lei ad espiare per tutti. Assuero\, in un primo momento adirato contro colui che osa presentarsi infrangendo i decreti reali\, alla vista della regina pallida e in procinto di svenire\, viene colto da un forte sentimento di amore: le porge lo scettro\, simbolo di vita\, quasi le ordina di riprendersi e le domanda quale sia la sua richiesta\, promettendo di esaudirla. \nLa storia prosegue con la rivelazione di Ester al re della sua appartenenza al popolo ebraico\, oltre alla rivelazione dell’editto del perfido Haman che stabilisce lo sterminio degli ebrei. A questo punto le sorti si invertono: Assuero decreta la messa a morte di Haman\, la salvezza del popolo ebraico e l’assunzione a ministro del buon Mardocheo\, lo zio di Ester\, a cui vengono conferiti tutti gli onori. Il re stesso dichiara che vengano tributati onori\, ricchezza e fama a Mardocheo. (L.C.) \nLeggi articolo su QDPNews \n    C
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SUMMARY:Canti degli Ebrei della Diaspora
DESCRIPTION:Comune di Vittorio Veneto\, Centro Italiano Femminile\nComitato per Vittorio Veneto Ebraica\norganizzano\nGIORNATA EUROPEA DELLA CULTURA EBRAICA\nCANTI degli EBREI della DIASPORA – Tra identità e cultura \n \nConcerto del Coro Vittorio Veneto\, diretto dal M° Giuseppe Borin\ncon la partecipazione del contralto Giovanna Dissera Bragadin\nDomenica 10 settembre 2017 ore 18.30\nAula Magna del Seminario Vescovile Largo del Seminario 2\,\nVittorio Veneto (TV)\nINGRESSO LIBERO \nGiunta alla diciottesima edizione\, la Giornata Europea della Cultura Ebraica\, coordinata e promossa in Italia dall’Unione delle\nComunità Ebraiche Italiane\, quest’anno il tema scelto per unire simbolicamente gli eventi in tutta Europa\, che si svolgeranno in oltre trenta Paesi\, è “La diaspora ebraica. Identità e dialogo”.\nIl riferimento è al fenomeno storico dell’esilio dalla Terra d’Israele e alla diffusione e radicamento di Comunità ebraiche in molti Paesi in Europa e nel mondo\, che ha dato vita a importanti espressioni identitarie all’interno dell’ebraismo\, e che ha interessato in modo notevole anche l’Italia\, dove le prime tracce di una presenza ebraica risalgono a oltre duemila anni fa. \nNel programma del concerto ci sarà un “classico” come Maoz Tzur\, poema liturgico\, detto anche piyut in ebraico\, tipico della festa di Channukkà e dalle origini molto antiche. Secondo le ricerche storiche sembra che questo brano sia stato scritto nientemeno che nel XIII secolo e che\, nato come una melodia che si cantava nelle famiglie – il testo narra della liberazione del popolo ebraico dal giogo dei Faraoni egiziani e di dittatori come Nabucodonosor e Haman – abbia cominciato dall’Ottocento a venire eseguito anche a livello sinagogale\, diventando molto celebre. \nVittore Veneziani è il musicista che con tanta energia si è adoperato nella realtà musicale italiana prima e dopo la guerra: chiamato da Toscanini a dirigere il Coro del Teatro alla Scala\, vi rimase dal 1921 fino al 1938\, quando fu sospeso dall’incarico\, in seguito alla promulgazione delle leggi antiebraiche. Dal 1938 fino al febbraio del 1944\, quando riuscì a fuggire in Svizzera\, raccolse un gruppo di ragazzi intorno alla sinagoga ebraica di Milano\, facendoli cantare in coro\, componendo per loro nuovi brani e seguendoli con amore e creatività. A conclusione della guerra fu richiamato dal Teatro alla Scala nel suo ruolo di direttore del coro e partecipò al famoso concerto per l’inaugurazione del teatro restaurato nel 1946. Per la Sinagoga di Milano compose vari canti su testi liturgici\, di cui verrà eseguito il brano “Veanu Coreim”. \nUn assaggio delle musiche che verranno eseguite si può ascoltare nelle registrazione del Coro Mizmorim di Milano\, in un’esibizione per il Festival Jewish and the City di Milano\, settembre 2014
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