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SUMMARY:Musica è Memoria
DESCRIPTION:Venerdì 10 giugno 2022 – ore 18\,45 – Un nuovo appuntamento per Milano è Memoria\n\n\n\nDUE DENTRO AD UN FOCO – Storie di pietra – Attraversamenti urbani\n\n\nNella narrazione di Rosario Tedesco gli spettatori verranno virtualmente ricondotti attraverso il percorso delle Pietre d’inciampo\, realizzato a Milano il 30 maggio scorso.\n\n\nIl video e i suoi racconti si intrecciano e si alternano al canto e alla musica dal vivo.\n\n\nSul palcoscenico Marta Brandolini voce e Paolo Camporesi fisarmonica.\n\n \n\n\n\nSamuel Secunda (1894-1974) Bei mir bist du shoen\nIlse Weber (1903-1944) Und der regen rinnt\nFolk Ale brider\n\n\n\n\n\n\nHerold Lavrentievich Kittler Ershter vals\nAvraham Brudno Friling\nIlse Weber Wiegala\nGeorge Gershwin (1898-1937) I got rhythm\n\n\n\n\nDocenti referenti del progetto Lydia Cevidalli e Nicoletta Mainardi\n\n\nIngresso su prenotazione all’indirizzo cerimoniale@consmilano.it\n\n\nSala Puccini del Conservatorio di Milano
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SUMMARY:Due dentro ad un foco - Pietre d'inciampo
DESCRIPTION:Percorso tra le Pietre d’inciampo – Evento collegato a “Milano è memoria” \n30 maggio 2022\, ore 18 – ritrovo al sagrato di S. Maria delle Grazie\n \nLeggi articolo di presentazione Mosaico \nLeggi articolo di presentazione Manifesto\nÈ obbligatoria la prenotazione inviando una email a info@letracce.org (indicando nome\, cognome e numero di telefono). \n10 giugno 2022\, Sala Puccini del Conservatorio di Milano \n\n\n\n\ncon la partecipazione del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano\n\n\n\nMarta Brandolini\, canto – Paolo Camporesi\, fisarmonica\ndocenti coinvolti: Lydia Cevidalli e Nicoletta Mainardi\, in collaborazione con il Maestro Sergio Scappini \n#tracce / #pietredinciampo #vittimecarnefici #milano \n \n \n \n[download-attachments]
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SUMMARY:XXII Giorno della Memoria 
DESCRIPTION:Giovedì 27 gennaio 2022 – ore 20\,30\n“La musica proibita come strumento di resistenza: blues\, swing e jazz”\n\nSala Verdi del Conservatorio di Milano\nVideo completo della serata \nVisibile su Facebook \nImpercettibile o assordante\, mesta o gioiosa\, la musica si intreccia con la Storia e con le storie\, in un flusso inarrestabile nel bene e nel male. \nAttraverso la musica vogliamo raccontare alcuni momenti del Male assoluto\, la Shoah.  Una colonna sonora di suoni\, voci\, musiche che raccontano un crescendo drammatico che inizia quasi sommessamente con le leggi razziali nazifasciste del 1933 e del 1938\, e si spinge sino agli orrori dello sterminio nella sua fase finale.  Una colonna sonora che vorremmo non fosse mai stata scritta.   Quello che vogliamo raccontare è ben poco\, ma è pur sempre un sassolino messo sulla tomba della Memoria. Per non dimenticare\, per ricordare\, si deve prima conoscere. E alla conoscenza e al ricordo servono anche le storie della musica allora perseguitata\, proibita\, dimenticata al di qua e al di là delle Alpi: quella composta o eseguita da ebrei\, il blues e il jazz quale musica “negroide” sostenuta dal cosiddetto “giudaismo nordamericano”.  La “pura tradizione musicale germanica” e “l’italica purezza melodica” sono in pericolo! Ma la “musica degenerata” vive e sopravvive al nazifascismo\, eseguita con poche mascherature un po’ ovunque nei locali e alla radio. Anche nei lager\, talvolta voluta e organizzata dagli stessi nazisti. \nSul palcoscenico della Sala Grande del Conservatorio di Milano montiamo un cantiere-laboratorio aperto e duttile\, al limite dell’improvvisazione\, seguendo la musica come filo conduttore: musica dal vivo\, interventi registrati* e dal vivo\,  ricostruzioni di ambienti\, suoni\, rumori. (Claudio Ricordi) \n*Con le voci di Nedo Fiano\, Peter Kammerer\, James Conlon\, Virgilio Savona\, Franco Cerri \nIntervengono:\nRaffaello Vignali Presidente del Conservatorio di Milano\nCristina Frosini Direttore del Conservatorio di Milano\nAnna Scavuzzo Vice sindaco di Milano\nStefano Bolognini Assessore allo Sviluppo Città metropolitana\,\nGiovani e Comunicazione di Regione Lombardia\nWalker Meghnagi Presidente della Comunità Ebraica di Milano\nRoberto Jarach Direttore della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano\nRav Alfonso Arbib Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Milano \nVerdi Jazz Orchestra\, Pino Jodice direzione e arrangiamenti\nClaudio Ricordi e Mariella Zanetti\, autori e regia\nIra Rubini\, Luca Bragalini\, presentazione\nClaudio Moneta\, letture \nIdeazione del progetto a cura dell’Associazione Figli della Shoah e del Conservatorio di Milano\nOrganizzazione del Giorno della Memoria per il Conservatorio di Milano a cura di\nLydia Cevidalli e Nicoletta Mainardi \nIn collaborazione con:\nUnione Comunità Ebraiche Italiane \, Conservatorio di musica G. Verdi di Milano\, Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea\, Comunità Ebraica di MilanoCoC \nIngresso solo con green pass rafforzato e obbligo di mascherina FFP2\nRegistrazioni all’indirizzo biglietteriachiostro@consmilano.it \n[download-attachments]
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SUMMARY:Troppo piccolo il cielo - 27 gennaio 2022 ore 10\,30
DESCRIPTION:Video completo dell’evento \nXXII GIORNO DELLA MEMORIA – Appuntamento organizzato dall’Associazione Figli della Shoah e dal Conservatorio di Musica\n“G. Verdi” di Milano.\nGiovedì 27 gennaio 2022 – Sala Verdi ore 10.30\nTROPPO PICCOLO IL CIELO Musiche\, letture e Testimonianze dal Ghetto di Terezín \nMatteo Corradini autore\, regista e presentatore\nMiriam Cappa attrice\nElisa Dal Corso canto e voce recitante\nPaolo Camporesi fisarmonica\nJacopo Martinazzi detto Botter violino\nVJO Verdi Jazz Orchestra del Conservatorio di Milano Pino Jodice arrangiamenti e direzione\nL’appuntamento in presenza\, riservato alle scuole\, sarà anche trasmesso sul canale YouTube dell’Associazione Figli della Shoah e sul sito del Sole24ORE \nGeorge Gershwin (1898-1937)\, I got rhythm Django Reinhardt (1910-1953)\, Nuages VJO Verdi Jazz Orchestra Pino Jodice direzione \nVideo Testimonianza di Misha Gruenbaum \nIlse Weber (1903-1944)\, Ich wandre durch Theresienstadt\nElisa Dal Corso canto e voce recitante\nPaolo Camporesi fisarmonica \nLouis Armstrong (1901-1971)\, St. Louis blues Verdi Jazz Orchestra Pino Jodice direzione \nVideo Testimonianza di Inge Auerbacher \nIlse Weber\, Und der regen rinnt\nElisa Dal Corso canto e voce recitante\nPaolo Camporesi fisarmonica \nJohann Sebastian Bach (1685-1750)\nAllemanda dalla Partita in re minore BWV 1004\nJacopo Martinazzi detto Botter violino \nIlse Weber\, Wiegala\nElisa Dal Corso canto e voce recitante\nPaolo Camporesi fisarmonica \nOrganizzazione e coordinamento attività del Conservatorio di Milano per il Giorno della Memoria\nLydia Cevidalli e Nicoletta Mainardi \nLa cittadina fortificata di Terezín (in tedesco Theresienstadt) fu edificata alla fine del XVIII secolo come roccaforte dell’Impero austroungarico a sessanta chilometri da Praga. Dalla fine del 1941 fu utilizzata dalla Germania nazista nel progetto di deportazione e distruzione degli ebrei d’Europa. Il campo di Theresienstadt fu trasformato in ghetto e luogo di transito\, divenne campo di lavoro e in seguito lager di propaganda.\nQualcuno definiva il ghetto con la frase «balliamo sotto il patibolo». Per la propaganda nazista era un luogo perfetto per mostrare all’opinione pubblica una realtà falsata: internati in salute\, cibo abbondante\, luoghi accoglienti\, momenti di svago e libertà\, una diffusa serenità. Venne girato un filmato che documentava il progetto: Theresienstadt. Ein Dokumentarfilm aus dem Jüdischen Siedlungsgebiet (Theresienstadt: un documentario della zona di insediamento ebraico). Una parte degli ebrei rinchiusi a Terezín era costituita da intellettuali e uomini di cultura\, musicisti\, pittori\, drammaturghi. La loro resistenza\, nonostante la violenza nazista\, consistette nel ricreare un fervente ambiente culturale all’interno del ghetto.\nA Terezín confluirono quasi 150mila persone: inizialmente ebrei residenti nella Boemia annessa al Reich\, e in seguito ebrei tedeschi\, austriaci\, olandesi e danesi. Tra di loro\, 15mila tra bambini e ragazzi\, dei quali ne sopravvissero 142. Tra di loro ci sono Inge Auerbacher\, ebrea tedesca deportata con la famiglia con gli ebrei di Stoccarda\, e Michael “Misha” Gruenbaum\, deportato da Praga con la madre e la sorella. Testimoni della prigionia nel ghetto\, sono oggi instancabili sostenitori di una cultura della memoria\, per un mondo migliore. Del passaggio di ragazze e ragazzi a Terezín è rimasta una commovente testimonianza rappresentata da centinaia di disegni e decine di poesie. Il Consiglio ebraico\, su ordine dei nazisti\, aveva il compito drammatico di stilare le liste di coloro che sarebbero dovuti partire con i treni verso i campi di sterminio\, in particolare verso Auschwitz.\nL’ex deportato Ruth Kluger ha osservato che «A Theresienstadt la cultura aveva un valore enorme». Nel ghetto sono nati e cresciuti cori\, gruppi di cabaret\, orchestre di musica classica e popolare. Era attiva perfino la critica musicale\, nonché lezioni di musica e di teoria musicale. Si potevano ascoltare le opere sinfoniche e da camera di Mozart\, Beethoven\, Brahms e Janácek. Molti degli artisti imprigionati hanno cercato di mantenere la propria identità musicale attraverso lo studio e la prosecuzione della loro attività. Alcuni tra loro sono stati esonerati dai lavori del campo per essere inseriti nella cosiddetta “Divisione Svago” (Freizeitgestaltung). L’ebrea Ilse Weber\, costretta a prestare servizio in infermeria\, scriveva semplici e commoventi canzoni per i piccoli malati. Deportata\, fu uccisa ad Auschwitz ma le sue musiche si sono salvate.\nNella cittadina di Terezín era attiva già dalla fine del XIX secolo una fabbrica di strumenti musicali. Fondata da Wenzel Žalud\, trasferita a Theresienstadt dal figlio Frantisek\, che creò un laboratorio con annesso negozio\, fu portata al successo grazie al lavoro di Pavel Žalud: la fabbrica produceva in particolare strumenti per bande musicali e orchestre militari. Dal 1942 l’intera Terezín viene occupata e tutti i suoi abitanti spostati a forza in altri luoghi. La stessa sorte toccò alla famiglia Žalud\, costretta a trovare una nuova abitazione nelle campagne circostanti e ad abbandonare la fabbrica. Il negozio con gli strumenti e quel che rimaneva del laboratorio vennero confiscati. I nazisti consegnarono gli strumenti musicali Žalud agli ebrei internati\, perché li suonassero nel progetto di “abbellimento” (Stadtverschönerung) e propaganda che coinvolse l’intero ghetto.\nNelle operazioni di liquidazione del ghetto\, dal 28 settembre al 28 ottobre 1944\, gran parte dei musicisti vennero deportati ad Auschwitz\, tra i quali i compositori Pavel Haas\, Hans Krása\, Gideon Klein e Viktor Ullmann. (Matteo Corradini) \nSt.Louis Blues\, di W.C.Handy\, arrangiamento di G.Buonaiuto\nComposto nel 1914\, il brano appartiene al repertorio tradizionale blues e jazz ed è stato interpretato da artisti come Armstrong\, Miller\, Goodman\, Holiday\, Stevie Wonder e altri.\nIl brano trae ispirazione da un incontro nelle strade di St. Louis con una donna sconvolta dall’assenza del marito.\nLo spartito originale si trova ora nella Library of Congress degli Stati Uniti d’America\, nel database relativo alla musica afroamericana della Brown University.\nFamosa è la versione di Louis Armostrong. Per questa occasione\, la versione di Giovanni Buonaiuto è stata arrangiata per orchestra jazz.\nNuages di Django Reinhardt\, arrangiamento  di Pino Jodice\nSi tratta di una delle composizioni più famose di Django\, musicista di etnia Sinti. Reinhardt fece della sua disabilità\, dovuta ad un incidente in cui si incendiò la roulotte in cui viveva in una cittadina francese\, il suo punto di forza\, divenendo un esempio per tutte le generazioni successive di chitarristi.\nI Got rhythm di George Gershwin\, arrangiamento  di Giovanni Liberatore\nInsieme a Summertime è il brano più famoso di Gershwin eseguito nel jazz.\nLa struttura chiamata Rhythm change significa cambio ritmico di accordi suonati velocemente (giro armonico)\, sulla cui struttura sono stati creati tantissimi famosi standards\, per improvvisare ed esibire i virtuosismi e la creatività dei musicisti jazz.\nLa struttura è in forma di canzone strofica (AABA) di 32 battute.\nAvvincente è l’arrangiamento di Giovanni Liberatore per orchestra jazz e 3 voci. (Pino Jodice) \nAllemanda di J. S. Bach (1685-1750) ha composto molta musica per le voci e per tutti gli strumenti. Particolarmente famose sono le raccolte di Sonate e Partite per violino solo e le Suite per violoncello solo.\nL’ Allemanda in programma è un tempo di danza molto diffuso e utilizzato dai compositori di tutto il periodo barocco; di origine rinascimentale e proveniente dal mondo tedesco\, nel periodo barocco fu utilizzata soprattutto come forma strumentale. Ha un andamento moderato. \nIlse Herlinger Weber è stata una poetessa e scrittrice di origine ceca e di religione ebraica.\nViveva a Praga; nel 1939\, in seguito all’occupazione nazista\, riuscì a mettere in salvo il suo primogenito Hanuš mandandolo da amici in Svezia attraverso un “kindertransport”. Ilse con il marito ed il figlio più piccolo furono rinchiusi nel ghetto di Praga e quindi internati nel campo/ghetto di Theresienstadt. A Terezìn\, dove erano stati deportati moltissimi bambini\, Ilse Weber svolse l’attività di infermiera nel reparto infantile della locale infermeria. E’ in questo periodo che\, per alleviare le pene dei piccoli ospiti\, compose molte poesie che improvvisava in canzoni accompagnandosi con la chitarra. Nell’ottobre del 1944 suo marito Willi fu scelto per il trasferimento ad Auschwitz e Ilse chiese di seguirlo: lei ed il figlioletto Tommy vennero subito uccisi al loro arrivo. Willi sopravvisse e potè poi riabbracciare Hanuš\, il figlio sopravvissuto.\nI testi delle canzoni che verranno eseguite sono semplici e di grande forza espressiva; descrivono i sentimenti e il coraggio della poetessa nell’assistere i piccoli bambini\, infondendo in loro la speranza e la gioia della vita (Lydia Cevidalli)  \n[download-attachments]
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SUMMARY:Telegiornale Rai3\, presentazione eventi Giorno della Memoria 2022
DESCRIPTION:Telegiornale Rai3 del 27 gennaio 2022 \nPresentazione dell’evento serale\,  27 gennaio 2022 e dell’evento per le scuole\, mattina del 27 gennaio 2022 \nOrganizzazione: Associazione Figli della Shoah \nConservatorio di Musica G. Verdi di Milano\nFondazione CDEC – Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea\nComunità Ebraica di Milano\nFondazione Memoriale della Shoah
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DESCRIPTION:Intervista con Ira Rubini per Radio Popolare – presentazione dell’evento del Giorno della Memoria al Conservatorio di Milano\nRadio Popolare\ndal minuto 6\,26 al minuto 14\,55
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SUMMARY:Piazzaverdi\, Radio3 - Presentazione eventi per il Giorno della Memoria 2022
DESCRIPTION:Piazzaverdi di Radio3 \nPresentazione degli eventi realizzati al Conservatorio di Milano per il Giorno della Memoria 2022\ncon Oliviero Ponte di Pino \n“Troppo piccolo il Cielo”\, a cura di Matteo Corradini – evento per le scuole alle 10\,30\, in presenza e in streaming\n“La musica proibita come strumento di resistenza: blues\, swing e jazz” evento serale aperto a tutta la cittadinanza\, in presenza e in streaming (dal minuto 6\,25) \n 
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SUMMARY:Rai 2\, Sorgente di vita - Giorno della Memoria 2021
DESCRIPTION:Nella trasmissione dedicata al Giorno della Memoria\, presentazione del programma dedicato alle musiche che Ennio Morricone ha composto per alcuni film dedicati al tema della Shoah \nSorgente di vita \nEvento promosso da UCEI\, Unione Comunità Ebraiche Italiane\nCon il patrocinio della Presidenza del Consiglio\nEvento ufficiale della città di Milano\, trasmesso da Rai 5 il giorno 27 gennaio 2021\nRegistrato da Rai Cultura nella Sala Verdi del Conservatorio di Musica G. Verdi di Milano \nGiorno della Memoria 2021 – 2021 –  “La Memoria in Musica. Morricone e la Shoah” \nOrganizzazione: Associazione Figli della Shoah\, Conservatorio di musica G. Verdi di Milano\, CDEC (Centro di documentazione ebraica contemporanea)\, Comunità ebraica di Milano\, Fondazione Memoriale della Shoah di Milano\nIn collaborazione con Braincircle Italia e Musadoc\nMediapartner: Rai Cultura e Rai 5\, ClosetoMedia\nPatrocini: Comune di Milano e Regione Lombardia\nCon il supporto di Bancaintesa\, Gariwo e Equita\nLuogo: Sala Verdi del Conservatorio di Milano \nProgramma: Serata dedicata al ricordo di Ennio Morricone e al suo contributo musicale ai temi\ndella Shoah\nTesti di Viviana Kassam\, letture a cura di Peppe Servillo\nPresentazione: Claudio Vercelli\nInterventi: Roberto Faenza\nEsecuzione delle colonne sonore tratte dai film: Iona che visse nella Balena\, Gli occhiali d’oro\, Senza Destino\, Perlasca\, un eroe italiano\, oltre al brano scritto per accompagnare la lettura di “Se questo è un uomo” di Primo Levi\ncon la partecipazione di Peppe Servillo\nL’esecuzione è a cura della Jazz Verdi Orchestra diretta da Pino Jodice\nElaborazioni a cura di Pino Jodice
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SUMMARY:XXI Giorno della Memoria 2021
DESCRIPTION:Giorno della Memoria\,\nmercoledì 27 gennaio 2021 \nRai5\, Canale 23 – ore 20.45\nRaiplay\, rivedi l’evento\nSorgente di Vita  dal minuto 25 \n*********************************** \n Evento trasmesso dal Conservatorio di Milano\,\nore 21.30:\nPagina Facebook e Youtube del Conservatorio di Milano\nRivedi l’evento su Facebook \nsu You Tube\nPagina Facebook dell’Associazione Figli della Shoah\n  \nOre 20\,45\nhttps://www.consmilano.it/it/giorno-della-memoria-2021-serata-in-partnership-con-rai-cultura \nLa Memoria della Shoah quest’anno passerà quindi anche attraverso le note del grande maestro. \nLa sera del 27 gennaio alle ore 20.45 Rai 5 manderà in onda una puntata monografica di Visioni\, programma di Alessandra Greca\, Emanuela Avallone\, Andrea Di Consoli\, Paola Mordiglia per la regia di Anna Tinti\, dal titolo Note per la Shoah. Le musiche di Ennio Morricone. \nNote per la Shoah proporrà pagine dalle colonne sonore di Morricone per i film Jona che visse nella Balena\, Gli occhiali d’oro\, Senza destino\, Perlasca\, un eroe italiano\, a cui si aggiungerà il brano composto per accompagnare la lettura di Se questo è un uomo di Primo Levi. \nSul palco della Sala Verdi la Verdi Jazz Orchestra\, diretta da Pino Jodice\, a cui si devono le trascrizioni e gli arrangiamenti delle pagine di Ennio Morricone per la particolare formazione. \nLa serata vedrà altresì la partecipazione dell’attore e musicista Peppe Servillo\, che leggerà il testo di Primo Levi\, e del regista Roberto Faenza. \nI testi che accompagneranno l’evento sono curati dallo storico Claudio Vercelli\, con la collaborazione di Viviana Kasam. \n«Pochi sanno che Ennio Morricone\, il grande compositore e musicista che ci ha lasciato pochi mesi fa è stato l’autore di diverse colonne sonore di film dedicati al tema della Shoah: Jona che visse nella balena\, Gli occhiali d’oro\, Senza destino e Perlasca\, un eroe italiano. In occasione di questo Giorno della Memoria – ci racconta Daniela Dana Tedeschi\, Presidente dell’Associazione Figli della Shoah – ho pensato che fosse doveroso rendere omaggio a questo gigante della musica contemporanea che ha saputo risvegliare le nostre emozioni sfiorando con rispetto e sensibilità le note della Shoah. In accordo con quel sentimento di umiltà che ha sempre ispirato la sua carriera di compositore\, Ennio Morricone ha accompagnato i testi a cui si ispirano i film componendo musiche di forte carica emotiva\, senza in nessun modo sminuire le opere a cui si è ispirato. Le sue note senza tempo continueranno a parlarci con la lingua universale\, quella della musica\, che tocca il cuore di tutti noi. E di questo gli saremo per sempre grati».\nDaniela Dana Tedeschi\, presidente dell’Associazione Figli della Shoah di Milano \nore 21.30\nhttps://www.consmilano.it/it/giorno-della-memoria-2021\n \nPagina facebook e Canale youtube del Conservatorio di Milano\nPagina facebook dell’Associazione Figli della Shoah\nInterventi di\nRaffaello Vignali Presidente del Conservatorio di Milano\nCristina Frosini Direttore del Conservatorio di Milano\nAttilio Fontana\, Regione Lombardia\nGiuseppe Sala\, Comune di Milano\nRav Alfonso Arbib Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Milano \nRegistrazione integrale di Ennio Morricone (1928-2020) – Colonne sonore per i film\nJona che visse nella Balena\, Gli occhiali d’oro\, Senza destino\, Perlasca\, un eroe italiano \nVerdi Jazz Orchestra – Pino Jodice direzione\, trascrizioni e arrangiamenti \nOrganizzazione del Giorno della Memoria per il Conservatorio di Milano a cura di Lydia Cevidalli e Nicoletta Mainardi \nEnnio Morricone \nCostruire il reticolo della memoria richiede non solo la competenza dello storico e l’impegno civile del narratore ma il timbro di chi comunica significati attraverso le arti. Un antidoto fondamentale alla barbarie è infatti la resistenza culturale\, quella che si esercita per il tramite dei saperi e con l’autonomia della manifestazione del pensiero. Il tutto attraverso parole\, immagini e note. Una resistenza che racconta e che si fa ascoltare\, diventando fonte di ispirazione ed identificazione per l’intera collettività. Laddove il principio di umanità cerca di affermarsi contro quello del dominio feroce e belluino. Ennio Morricone\, nella sua lunghissima carriera di artista\, compositore ed esecutore\, ha dato corpo ad un linguaggio musicale che attraversa la contemporaneità\, restituendocene i suoi timbri più profondi. Le sue musiche\, dalle colonne sonore per film di grande successo alle composizioni più strettamente autoriali\, spesso dal carattere sperimentale\, continuano ad accompagnare\, come una gigantesca partitura dedicata alla modernità\, l’esperienza della comprensione critica dei tempi che viviamo. Le sue note sono così divenute parte di un linguaggio comune\, quello che parla a tutti gli uomini della loro dignità. Tanto più laddove essa è invece stata spezzata\, travolta\, disintegrata. Nelle musiche che Ennio Morricone ha composto per raccontare quell’abisso del non esprimibile che rimane la Shoah\, e nella loro straordinaria diffusione tra il grande pubblico nel corso di questi anni\, riposa il bisogno di un linguaggio universale\, che cerca di riparare al dolore e ricomporre la trama dell’umanità. Proprio per queste ragioni riproponiamo all’ascolto collettivo\, in occasione del Giorno della Memoria\, le colonne sonore che non arricchiscono la trama delle sole pellicole per le quali sono state composte ma il tessuto stesso della vita di cui esse costituiscono un racconto senza tempo. Così\, per i tanti\, i brani che si trovano in Jona che visse nella balena\, negli Occhiali d’oro\, in Senza destino\, in Un eroe italiano. Non si tratta di semplici esercizi musicali ma di messaggi nella bottiglia. Quella in cui è contenuto il senso dell’esistenza. Di ognuno di noi. In esse\, non a caso\, infatti ci rispecchiamo. Morricone\, già allievo di Goffredo Petrassi\, oltre ad essere stato un Maestro\, fu anche un apprezzato giocatore di scacchi. Le sue composizioni sulla Shoah sono quindi soprattutto una partita aperta contro l’imperio della violenza e della sopraffazione: ragione ed emozione si incontrano e si confrontano per ricomporre lo specchio infranto dell’esistenza. Rispondono all’universale bisogno di calore e riconoscimento che da questa promana\, lenendo le ferite della vita offesa. Per questo\, raccontandoci il tempo della catastrofe\, ci ricordano che oltre al tempo della prevaricazione e della distruzione c’è poi soprattutto l’età della comprensione e della solidarietà\, della giustizia e della libertà. Nella memoria di ciò che fu e nella proiezione verso quel che potrà essere grazie all’azione consapevole degli uomini. \nClaudio Vercelli \nCon il sostegno di Intesa Sanpaolo\n[download-attachments]
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DESCRIPTION:Foto di Aldo Santoro \nAlla Sala Verdi del Conservatorio di Milano\, evento ufficiale della città di Milano\,\nin collaborazione con Associazione Figli della Shoah\, Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea\, Comunità Ebraica di Milano\, Memoriale della Shoah. \nCon il contributo di Intesa Sanpaolo e Teva \nRappresentazione di: \nDESTINATARIO SCONOSCIUTO di Katherine Kressmann-Taylor\nadattamento e regia di Rosario Tedesco con Pasquale di Filippo e Rosario Tedesco\nproduzione Bortolotti & Tedesco\ncon la partecipazione del coro di voci bianche “F. Gaffurio” del Conservatorio di Milano\, diretto dal maestro Edoardo Cazzaniga \nLiriche eseguite da Lucia Conte soprano – Alessandro Tamiozzo tenore – Muriel Grifó pianoforte \nMaurice Ravel (1875 – 1937)\nDeus Mélodies hébraiques: Kaddish\, L’Enigme éternelle \nJoaquin Rodrigo (1901 – 1999)\nCuatro Canciones Sefardies: Respóndemos – Una pastora yo ami – Nani\, Nani – Morena\, me llaman \nAlberto Hemsi (1898 – 1975)\nCoplas sefardies: Benedicho Su Nombre – Mihtam le David – Durme\, durme\, hermosa donzella – La Morenica – Estávase la mora \nNote al programma\n \n Destinatario sconosciuto \n«Dopo 10 anni di repliche de “IL VICARIO”\, di Rolf Hochhuth\, ho sentito il bisogno di ritornare su quel periodo storico\, sui fatti che hanno travagliato la Germania e l’Europa durante il periodo del nazismo. La mia attenzione si è rivolta a una fase precedente il conflitto\, il 1933\, il momento dell’ascesa al potere di Hitler\, il momento in cui le ombre si stendevano su un’intera nazione\, ancora ignara delle conseguenze di quello che è stato definito un delirio\, e in modo non meno ipocrita come un’infatuazione. Ho scelto questo romanzo breve di K. Kressmann-Taylor\, “DESTINATARIO SCONOSCIUTO”\, forse per il suo carattere privato\, dapprima intimo e poi morboso. La grande amicizia che lega i due protagonisti e il suo progressivo disfarsi\, come sintomo di una trasformazione – discesa agli inferi – dell’idea stessa di umanità\, valori\, cultura. Ed è sorprendente come un testo breve riesca così bene a illuminare e dissolvere gli enigmi della Storia.\nFin dalla prima lettura ho voluto che la “partita a scacchi” che si gioca tra i due protagonisti avesse un contrappunto musicale – non un accompagnamento\, ma una struttura che si intrecci al testo stesso. Le musiche selezionate sono di W.A. Mozart\, G. Klein e Ilse Weber. Un percorso nella Storia tedesca che racconta meglio di mille parole ciò che resta “indicibile”.\nIl primo brano\, di Mozart\, BONA NOX\, descrive con tutta la sua leggerezza e scanzonata goliardia\, la Germania prima del nazismo. Il secondo brano\, di Gideon Klein\, BACHURI LE’AN TISSA’\, è un esempio di quella Entartete Musik (Musica degenerata) che apre uno squarcio sulla censura e sul vero volto del regime. Il terzo e ultimo brano è di Ilse Weber\, WIEGALA\, una ninna nanna che ci conduce direttamente alle soglie delle camere a gas.» (Rosario Tedesco\, dalle note di regia) \nLiriche  \n Di Maurice Ravel verranno eseguite due liriche\, Kaddish e L’Énigme éternelle\, che furono cantate per la prima volta nel giugno del 1914 da Alvina Alvi – che li aveva commissionati – e dallo stesso Ravel al piano.\nIl Kaddish è una preghiera con testo in aramaico ed ebraico: vengono espresse la speranza che si compia il regno messianico e la certezza nella giustizia divina; è un invito a celebrare\, lodare\, benedire il Signore e per questo si legge in onore dei defunti. La seconda canzone\, L’Énigme éternelle è basata su un versetto yiddish tradizionale: all’antica ed eterna domanda sul significato della vita si risponde con il ritornello: “Tralalà\, tralalà”.\nDi Joaquin Rodrigo\, molto conosciuto per il Concierto de Aranjuez per chitarra e orchestra\, verranno eseguite questa sera le Cuatro Canciones Sefardies.\nSefarad è la parola ebraica per Spagna. Dopo l’unificazione del regno da parte di Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia\, il 31 marzo del 1492 fu emanato l’editto di espulsione degli ebrei da tutta la Spagna e da tutti i territori di dominazione spagnola. In un tragico esodo e fuga da una violenta caccia a chi non si convertiva al cristianesimo\, molti ebrei trovarono rifugio nei paesi del Mediterraneo\, dal Marocco fino a Rodi\, Salonicco\, Corfù\, Balcani e Turchia. Questi sono i luoghi dove si è mantenuto un ricco patrimonio di canti nati in quella Spagna medievale che era stata la culla di un meraviglioso intreccio di culture\, lingue\, musica e tradizioni del mondo ebraico\, musulmano e cristiano.\nVictoria Kamhi\, moglie di Joaquin Rodrigo\, ebrea sefardita di origine turca\, aiutò il compositore a trascrivere alcuni brani tratti da questo immenso patrimonio popolare\, mentre il musicista creò un delicato accompagnamento al piano per questi canti dedicati unicamente alla voce di soprano.\nAlberto Hemsi\, nato e cresciuto in Turchia e di famiglia ebraica\, manifestò ben presto la sua passione per la musica e fu per questo mandato a studiare al Conservatorio di Milano\, dove rimase per cinque anni. Al ritorno in patria si dedicò alla raccolta e trascrizione delle melodie tradizionali ispano-giudaiche\, trasmesse oralmente per generazioni\, soprattutto dalle donne delle comunità. Hemsi dedicò più di 17 anni a questo paziente lavoro di raccolta del folklore ebraico spagnolo\, viaggiando in tutte le regioni dell’ex impero ottomano\, a Smirne\, Salonicco\, Rodi e nelle comunità sparse in tutta l’Anatolia. In seguito pubblicò vari volumi di Coplas Sefardies\, dedicate principalmente alle voci femminili accompagnate dal pianoforte.\n“Morena\, me llaman” di Rodrigo e “La Morenica” di Hemsi sono in realtà un medesimo testo.\nEntrambi i compositori furono affascinati dal patrimonio popolare spagnolo\, che influenzò tutta la generazione dei compositori a loro contemporanei o anche precedenti.\nA Hemsi va riconosciuto il merito di aver compiuto un paziente lavoro di ricerca e raccolta\, simile a quello intrapreso da Bartok per la tradizione popolare ungherese o al compositore torinese Leone Sinigaglia per il patrimonio di canti della tradizione piemontese. (Lydia Cevidalli) \n\nDestinatario sconosciuto con Rosario Tedesco e il coro di voci bianche del Conservatorio di Milano\nFoto di Aldo Santoro
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